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Concessi tre campi di calcio per poter rilanciare il vivaio
Due terreni all’Acquedotto e la struttura di Saltocchio per il settore giovanile Per il ritiro Castelnuovo è in pole position. Accordo con Lucca United sul marchio
/ LUCCA
Non solo il Porta Elisa e la prima squadra, ma anche i campi sussidiari e il settore giovanile. Per la concessione dello stadio sino al 31 giugno 2021 prevede anche due campi dell’Acquedotto riservati allo sviluppo del settore giovanile (Allievi, Giovanissimi, Esordienti) o agli allenamenti della prima squadra e a questi due campi si aggiunge la struttura di Saltocchio che sarà riservata alla formazione Berretti e che, con il tempo, sarà completamente trasformata con la realizzazione (attraverso l’accensione di un mutuo al Credito Sportivo) di un campo in sintetico e con l’apertura di un bar-ristoro e altre attività collaterali. L’amministrazione comunale - per quanto riguarda l’Acquedotto - ha richiesto alla società una polizza fideiussoria di ventimila euro oltre a un canone d’uso annuale di tremila euro. Un segnale che stavolta si fa sul serio e c’è la volontà di dare, nel corso del tempo, una stabilità gestionale e la possibilità di riportare la Lucchese agli antichi fasti della stagione di Maestrelli e Grassi. Già da quest’anno infatti saranno cinque le formazioni di settore giovanile oltre alla scuola calcio. Un segno tangibile che la Lucchese vuol seguire le orme dell’Empoli. Un processo che richiederà tempo, pazienza e fatica, ma che a gioco lungo è l’unico possibile per mantenere in equilibrio i conti e fare un calcio eco-sostenibile evitando di finire di nuovo nei tribunali.
IL RITIRO
La prossima settimana - sicuramente dopo il 5 agosto, data di trasmissione alla Co.Vi.So.C. della fideiussione e della tassa d’iscrizione per completare l’iscrizione - la società dovrebbe svelare la sede del ritiro. In pole position c’è Castelnuovo dove il sindaco Andrea Tagliasacchi, tifoso rossonero e presidente della Provincia all’epoca del Centenario del club (fu tra i più attivi nell’appoggiare le varie iniziative collaterali all’evento), è disposto a fare carte false per poter avere la Lucchese sotto la rocca Ariostesca e nel centro storico cittadino. Siamo ormai ai dettagli e oltretutto nella «operazione ritiro» la società avrebbe indiscutibili vantaggi sia d’immagine che a livello economico abbattendo notevolmente i costi della preparazione estiva. Altra meta possibile resta Barga.
IL MARCHIO
Nei giorni scorsi è stato stipulato l’accordo tra Lucca United, la cooperativa dei tifosi titolare del marchio storico, e la Lucchese srl. L’antico marchio (la Pantera su sfondo rossonero) è stato concesso a titolo gratuito per un anno con un contratto di licenza d’uso sino al 31 luglio 2021, ma rinnovabile automaticamente di anno in anno. In pratica si tratta di un diritto esclusivo a poter usufruire e utilizzare su tutto il territorio italiano il marchio storico. Per la Lucchese le trattative sono state portate avanti da Vichi, Russo e Santoro che hanno chiesto al direttivo di Lucca United di poter usufruire, almeno in parte, del Museo Rossonero per poter sviluppare un’attività commerciale allo studio. Staremo a vedere. Di certo c’è che, dopo un’iniziale diffidenza da parte di alcuni esponenti di Lucca United, oggi la distanza tra l’azionariato popolare e la nuova società si è sensibilmente ridotta e c’è ampia collaborazione reciproca.
CALCIOMERCATO
Non appena l’iter burocratico legato all’iscrizione sarà stato ultimato e la Co.Vi.So.C. darà l’okay alla Lucchese, entrerà in campo il direttore sportivo Daniele Deoma. Il suo motto è ormai arcinoto e condiviso dalla stragrande maggioranza dei tifosi: «Potremo anche retrocedere, ma mai fallire». Musica per le orecchie di chi ha davvero a cuore le sorti della Pantera.
Come ha ripetuto il presidente Russo in più di una circostanza la società attuale gestisce un budget affidato dagli sponsor interessati al restyling del Porta Elisa. «Dal budget non si transige: si spende un euro in meno, mai un euro in più». E la politica è quella della valorizzazione dei giovani anche attraverso il minutaggio. Quindi, nel comporre una rosa oggi a 22 calciatori più uno nato 2001 già di proprietà (ma attendiamoci uno sciopero dell’Aic che rischia di far slittare l’avvio della nuova stagione), il direttore sportivo terrà conto di tutto diversificando gli investimenti. Ai 5 under (considerando anche Bartolomei) di proprietà ne aggiungerà altri 8 provenienti da settori giovanili di A e B e ai 4 over se ne aggiungeranno altri 3-4 di categoria mentre almeno tre elementi di età compresa tra 23 e 25 anni saranno reclutati a basso costo nel campionato di serie D e potrebbero rappresentare interessanti plusvalenze. I loro nomi? Convitto del Licata, Silenzi del Chieri, Scalzi della Sanremese. —
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