Una carriera limitata dagli infortuni per il nuovo De Sisti
Luciano Bruni compirà 60 anni la prossima vigilia di Natale. Livornese di scoglio, figlio di un camionista (Bruno) e di una casalinga (Silvia), inizia a giocare nelle giovanili labroniche quasi per caso. «Ero alle medie e un giorno il professore di educazione fisica ci porta all’Ardenza. Ci fanno entrare in campo e iniziamo una partitella. Ricordo che avevo il giubbone addosso. Quando abbiamo finito si avvicina un allenatore delle giovanili, Emilio Cottafava che poi si è cambiato il cognome in Guidi, che mi chiede il telefono perché vuol parlare con i miei genitori. Il giorno dopo ero un giocatore del Livorno». Un talento in erba visto che nel 1976 viene a vederlo Egisto Pandolfini, scout della Fiorentina, che lo ingaggia subito. Ribattezzato il piccolo De Sisti, due anni dopo vince il toreno di Viareggio con Ulivieri in panchina. «Ricordo il debutto a San Siro con l’Inter in sostituzione di Antognoni. Fantastico». Quest’anno ha fatto l’allenatore nella Berretti della Virtus Francavilla in C1: «Il calcio è molto cambiato e sto pensando di smettere».
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