Lucchese, il miracolo sportivo è compiuto esattamente un anno dopo la squadra è in C
Da martedì il ds Deoma al lavoro per la riconferma del tecnico e di una parte della formazione che ha vinto la serie D
Luca Tronchetti / LUCCA
Mezzogiorno di fuoco nel palazzo del Consiglio Federale. Il caos del calcio regna sovrano e il presidente Figc, Gabriele Gravina, avrà il suo gran da fare per cercare di portare dalla sua parte i club che - dalla A alla Lega Pro - non digeriscono la parola «retrocessione». Sarà una battaglia senza esclusione di colpi con il rischio - se non si troverà una linea comune - che sia il Governo a mettere le mani sul pianeta calcio. Accelerando il processo di riduzione delle squadre professionistiche dalle attuale 100 a 60 o addirittura a 40 con la C che diventerebbe un campionato semi professionistico. Tra le tante incertezza c’è un’unica certezza: la ratifica delle proposte del presidente della Lega Nazionale Dilettanti in considerazione della fine dei campionati dilettantistici. Vale a dire le 9 promozioni in Lega Pro e le 36 retrocessioni in Eccellenza considerando i punti al momento del «lockdown».
RITORNO AL PASSATO
Per la Lucchese il ritorno al punto di partenza esattamente dopo un anno (8 giugno 2019, ultima partita dei playout di C vinta ai rigori con il Bisceglie, 8 giugno 2020, provvedimento di ratifica della promozione in Lega Pro) è un autentico miracolo sportivo. Un capolavoro inatteso frutto di un manipolo di innamorati della Lucchese (dal presidente Bruno Russo al direttore generale Mario Santoro, dal direttore sportivo Daniele Deoma all’amministratore Alessandro Vichi) che hanno evitato la scomparsa della Lucchese iscrivendola al più alto campionato dilettantistico (la D) con una quota d’ingresso di 350mila euro e l’obiettivo di poter ristrutturare, attraverso l’imprenditoria locale e con l’appoggio delle istituzioni e il beneplacito della Soprintendenza, il Porta Elisa. La stagione 2019-2020, interrotta a marzo per la pandemia, originariamente doveva essere di transizione. Con la Lucchese, ricostruita dalle fondamenta, in grado di raggiungere la zona playoff gettando le basi per la promozione nell’anno successivo. La competenza nelle scelte del ds Daniele Deoma e le capacità professionali e di gestione del gruppo del tecnico Francesco Monaco (che merita la riconferma) hanno consentito, dopo una logica partenza al rallentatore, di risalire la china sino a scavalcare la capolista. Significativi i successi esterni ottenuti con le principali candidate alla C: Prato, Caronnese e Sanremese.
CONFERME E ADDII
Partiamo da un presupposto che vale per tutti e non esclude nessuno: chi vuol restare nella Lucchese deve sottostare alle condizioni contrattuali del club. Vediamo la situazione.
Portieri. Il ds Deoma incontrerà quanto prima Jacopo Coletta, 28 anni, un’intuizione di Bruno Russo, per sottoporgli il contratto da professionista. Nicolò Luglio tornerà alla società di appartenenza. Si cerca un dodicesimo di 18-19 anni che copra le spalle al titolare.
Difensori. La coppia Maikol Benassi (30) e Federico Papini (20) è già ben affiatata e può rappresentare un punto fermo in C. I giovani laterali, under fatti in casa, Lorenzo Pardini (18), Diego Bartolomei (19) e il centrale Francesco Matteoni (19) sono un patrimonio della società. Se ne andranno Aleksander Lici (25), autore di una stagione travagliata dagli infortuni e Mattia Lucarelli (20), poco impiegato, mentre Edoardo Soldati, 19 anni, tornerà al Venezia. Incerta la posizione di Giacomo Ligorio (27) che ha un discreto mercato in D e C.
Centrocampisti. Il punto fermo resta Michel Cruciani (34), perno su cui ruota la squadra. Probabile la conferma anche di Giorgio Lionetti (22) buon conoscitore della Lega Pro mentre Filippo Fazzi (20) talento di casa sarà nella rosa della stagione 2020-21. Se per Simone Presicci (19) l’addio è scontato, per Matteo Nolé (34) - tra i 15 giocatori con il maggior numero di presenze nella storia della Lucchese - sarà dovuto a motivi anagrafici. Per lui la porta sarà sempre aperta e un giorno potrà tornare come allenatore del vivaio. Difficile la conferma per Matteo Remorini (26) visto che nel ruolo la società predilige giocatori under. Diverso il discorso per Matteo Meucci (26) dotato di personalità, capace di fare spogliatoio e di coprire più ruoli. Il suo apporto potrebbe tornare utile.
Attaccanti. Giovanni Nannelli (20) non si tocca. È un punto fermo della prossima stagione. Probabile anche il debutto nei pro di Jonathan Bitep (23), molto cresciuto nella seconda parte della stagione. Dovrebbe restare anche Pasquale Iadaresta (34). Ma il condizionale è d’obbligo perché il giocatore piace a tanti club. Per Serigne Ousman Gueye (20) termina l’avventura rossonera così come per lo sfortunato Mattia Gallon (28) tartassato dai problemi fisici. Non dovrebbe restare nemmeno Matteo Panati (18) mentre per l’eterno Nazzareno Tarantino (41) è vicino il canto del cigno e potrebbe iniziare a pensare ad una carriera da allenatore. Il destino di Andrea Vignali (28) è legato alle strategie di mercato del club e comunque il fantasista in D ha tanti estimatori. —
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