Dalla serie A all’azzurro sino al morbo di Burger e all’incidente mortale
Massimiliano Fiondella era nato a Gioia Sannitica (Caserta) il 13 luglio 1968. Figlio di Francesco, palombaro sommozzatore in marina e di stanza a La Spezia, e Concetta, casalinga, tre fratelli Giovanni, Francesco e Debora (moglie dell’ex calciatore e ora allenatore Roberto Bordin) aveva iniziato a giocare da bimbo negli aquilotti allenati da Lamberto Sabino, un amico del padre. Da lì passaggio al settore giovanile della Sampdoria (allenato da un certo Marcello Lippi) e poi le 4 fantastiche stagioni alla Lucchese che gli consentirono di spiccare il volo verso la serie A e finire in orbita azzurra. Orrico e Sebastiano Lazaroni sono stati i suoi maestri. Ma a 27 anni il destino è in agguato. Prima la malattia (all’inizio gli venne diagnosticato il morbo di Burger, una patologia vascolare infiammatoria che colpisce le arterie e blocca la circolazione sanguigna) che lo costringe a lasciare il calcio e poi, il 10 agosto 2009 a 41 anni, l’incidente in moto sulla strada delle Cinque Terre in cui perde la vita assieme alla fidanzata Sara Scotti.
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