Il presidio
Un piano per la Valle che unisca le forze
Dall’esperienza dei colchoneros l’apertura ad un progetto che parta dai vivai della Garfagnana e arrivi sino alla D
GhIVIZZANO
Una progetto aperto al confronto con altre realtà della Media Valle e della Garfagnana per alzare ulteriormente il livello dell’attività giovanile, eliminare il disagio sociale ed evitare che tanti ragazzini in età di scuola dell’obbligo abbandonino il territorio per praticare altrove l’attività calcistica. La società sportiva giovanile della Valle del Serchio, frutto del progetto di fusione tra settori giovanili del Us Fornaci 1928 e del Barga con il sostegno morale del GhiviBorgo, in questi 4 anni ha organizzato una scuola calcio e un settore giovanile che ha sviluppato la tradizione delle due squadre fondatrici creando una realtà di tutto rispetto. Con le squadre Allievi Fascia B 2003 la società ha vinto un campionato, con gli Allievi A e Giovanissimi la prestigiosa coppa disciplina importante riconoscimento per i valori che esprime, con i 2008 il torneo città di Prato e con i 2005 lo storico torneo Luigi Orlando. Dopo 4 anni di esperienze le due società hanno deciso di creare una nuova società unica della Valle più strutturata e capace di rispondere in meglio alle esigenze che la nuova situazione di emergenza sanitaria pone al mondo del calcio. L’obiettivo di fondo rimane l’educazione dei giovani allo sport alla solidarietà e al rispetto reciproco. Il settore giovanile si fonderà su due attività distinte una sociale l’altra agonistica: la scuola calcio aperta a tutti i ragazzi dove s’impara a giocare senza competizione e l’attività agonistica con le squadre a 9 o 11 Esordienti/ Giovanissimi avviando la selezione per far emergere e stimolare i talenti individuali. «Sul piano societario - si legge in una nota - la nuova società unitaria della Valle dovrebbe essere composta in parte dai migliori dirigenti attuali del GhiviBorgo, della Valle del Serchio, del Fornaci e del Barga e in parte da nuovi rappresentanti di altre società sportive (compreso quella femminile) oltre che da imprenditori rappresentanti la Valle del Serchio. In questo contesto riteniamo utile coinvolgere nel confronto l’Us Castelnuovo per la sua storia calcistica centenaria e per le sue attuali competenze sportive, capacità e risorse umane. Solo l’unità della Valle potrebbe realizzare maggiori obiettivi. Il modello societario, a cui aspiriamo assomiglia a quello della “Città di Pontedera”, società gestita da una proprietà diffusa fatta da piccoli imprenditori e anche tifosi con quote minime senza grandi rischi e uno staff operativo capace di creare entrate adeguate valorizzando i giovani, gestendo attività commerciali e sponsorizzazioni con il buon senso di famiglia, del risparmio e dell’efficienza». —
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