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Deoma: «Prima del mercato ci sono da scrivere le regole»
Luca Tronchetti / LUCCA
Non è un uomo da tutte le stagioni. Si potrà dire tutto e il contrario di tutto del diesse Daniele Deoma, ma non che non sia schietto e diretto con l’interlocutore di turno. Mutua e fa proprie le parole del ds eugubino, Stefano Giammarioli. «Recentemente ad un sito ha detto una frase che condivido al 100%: “in questo frangente il mercato lo fanno soprattutto i giornalisti”. Non me ne vogliano i cronisti che scrivono di Lucchese e di calcio in generale, ma è troppo presto per parlare di neo acquisti e in generale di calciatori» sostiene il direttore della Lucchese. Battute a parte, il ragionamento di Deoma non fa una piega: «A parte che con la storia dei playoff e dei playout in C si rischia di finire ad agosto, leggo di decine e decine di calciatori che nemmeno conosco accostati alla Lucchese. A me non piace prendere in giro nessuno. Prima di parlare di mercato occorre conoscere le regole d’ingaggio. In questo momento, in attesa delle deliberazioni di lunedì 8 giugno legate alla cristallizzazione della classifica e alle 9 promozioni in serie C, non sappiamo quanti contributi federali saranno a disposizione delle squadre di terza serie, se verrà mantenuta, come ci auguriamo, la Lega Pro a tre gironi con la riforma da attuare nella stagione 2021-22 e quale sarà l’incidenza e il peso economico del minutaggio per gli under 20. Come si fa quindi a parlare di giocatori considerando anche che - vista la situazione in cui versano molti club - ci saranno a spasso centinaia di ottimi elementi che verrebbero di corsa a Lucca anche a cifre decisamente inferiori rispetto a quelle percepite in questa stagione? Per capire la gravità della situazione basta pensare che club come l’Arezzo hanno già dichiarato che rinunceranno, qualora si potessero disputare come vuole la Figc, ai playoff perché non possono spendere 100mila euro per adeguarsi ai protocolli sanitari della federazione. E come gli amaranto tanti club faranno quella scelta». E Deoma ribadisce un concetto che sottoscriviamo: «Ripeto sino alla nausea: la Lucchese potrà anche retrocedere, ma mai più fallire. Allestiremo la squadra in base al budget a disposizione senza fare follie. Se abbiamo 5 spenderemo 4. Lasciando la possibilità di migliorarci a gennaio come abbiamo fatto quest’anno con Iadaresta, Lionetti e Soldati. E una cosa la posso affermare con chiarezza: giocherà titolare un under nato nel 2002. Perché la Lucchese dovrà impegnarsi in un duplice obiettivo: campionato dignitoso e valorizzazione di giovani di proprietà e in prestito per poter fare plusvalenze. Se non hai alla presidenza Berlusconi, Moratti, Agnelli o multinazionali estere, e vuoi fare calcio devi ragionare così. Chi lo capisce bene, chi non lo capisce può rivolgersi altrove».
E anche il tecnico e i giocatori della stagione 2020-21 dovranno adeguarsi: «Dopo l’8 giugno parleremo allenatore, collaboratori e 4-5 elementi che vogliamo confermare. Indicheremo una cifra e a quella dovranno uniformarsi altrimenti saranno fuori dal progetto. Non ci saranno ambiguità: la linea è tracciata». —
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