Il presidio
Camellini e Orrico maestri di un calcio irripetibile e genuino
Marcello Montanari, da due stagioni allenatore in seconda del Ravenna, nasce a Portoferraio il 25 settembre 1965 da madre elbana (Maria Grazia, infermiera) e babbo reggiano (Alberto, titolare di una ditta di vernici) con un fratello maggiore (Maurizio) scomparso 7 anni fa. Muove i primi passi in una squadra di quartiere dal nome che è un programma: Boca Junior. A 15 anni l’approdo alla Reggiana: «Devo ringraziare ancora Flaviano Camellini, il mitico responsabile del vivaio granata. É lui che mi ha indicato la strada. Con l’Omone un rapporto basato sulla professionalità e condito da grande rispetto. Sin dall’inizio ha conosciuto la mia serietà. Mi ha testato già a Carrara, mettendomi in panchina, per poi farmi tornare titolare quando ha visto la mia risposta sul campo e in allenamento. Niente polemiche, solo fatti. La forza di quella Lucchese? La Superal. Noi dovevamo solo pensare a giocare e ad allenarci e abitando tutti insieme negli appartamenti in via Orzali siamo diventati un gruppo solido e granitico che è la base dei successi».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google