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STOP AL CALCIO DILETTANTI 

Il consiglio federale del 20 maggio sancirà la fine della serie D

Il consiglio federale del 20 maggio sancirà la fine della serie D

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LUCCA

Segnatevi bene questa data: mercoledì 20 maggio. È la data del prossimo Consiglio Federale della Figc. Il giorno in cui il presidente Gabriele Gravina darà lo stop a tutti i campionati dilettantistici. Perché le formazioni di D e di Eccellenza (non parliamo nemmeno di quelle di Promozione, Prima, Seconda e Terza categoria) non hanno mezzi economici e strutture per poter attuare le misure di distanziamento sociale introdotti attraverso il protocollo medico-scientifico che ha avuto il placet del Governo. Una decisione resa ancora più semplice dall'articolo 211 quater del decreto rilancio a cui sta lavorando il Consiglio dei ministri: un punto che asciuga all'osso l'iter giudiziario. Mantiene come unico grado di giustizia sportiva per i possibili ricorsi delle società il Collegio di garanzia del Coni (impugnabile al Tar del Lazio e al Consiglio di Stato, ma entro le 2 settimane). In questo modo sarà possibile avere gli organici della stagione 2020-21 in tempo utile per scongiurare l’incubo a cui si richiama spesso il presidente federale, Gabriele Gravina, ogni volta che viene intervistato sull’argomento: il calcio impantanato nelle aule di giustizia perché una marea di appelli e ricorsi impedirebbero il via in tempi ragionevoli della stagione che verrà.

Se da un lato il decreto concede ampi poteri in termini di annullamento, prosecuzione e conclusione dei campionati dall’altro agevola e spinge le federazioni verso la riforma dei campionati. In deroga alle vigenti disposizioni in termini di ordinamento sportivo.

La Figc potrebbe quindi adottare nuove formule per concludere i campionati, ma anche per modificare la composizione e le modalità di svolgimento della prossima stagione.

Un via libera a qualsiasi modifica in termini di format e calendario. E quindi è compresa la riforma dei campionati che da tempo auspica il presidente della Figc strettamente connessa al numero di squadre che parteciperanno alla prossima Serie C considerato che molte faranno fatica a soddisfare i criteri per l'iscrizione anche a causa della pandemia. Escluso invece il blocco delle retrocessioni, anche perché il decreto affida proprio alle federazioni la decisione in merito. —

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