Meteo
Baccini, un cuore rossonero «Lo stadio sarà la soluzione»
L’ex sindaco di Porcari segue la Lucchese dagli anni della serie B di Maestrelli Illuso dall’avvento di Bacci adesso chiede agli imprenditori di appoggiare il club
Nicola Nucci / LUCCA
La Lucchese nel 2011 riparte da Porcari. All'epoca il sindaco del paese della Torretta è Alberto Baccini, orgoglioso di ospitare la Pantera della rinascita guidata da Nicola Giannecchini e dagli altri soci-tifosi. «La Lucchese ripartiva dall’Eccellenza, da una categoria infima dove era precipitata a causa del fallimento precedente. Una brutta pagina, ma ero contento di quella giornata di rinascita: quella prima partita si concluse con una goleada al Ghivizzano ospitata nel nostro stadio per l’indisponibilità del Porta Elisa» ricorda l’ex sindaco di Porcari che continua a fare politica con Italia Viva. Proprio dall’amicizia con il “renziano” Andrea Bacci si è consolidata la sua presenza al Porta Elisa. «Ad essere sincero - precisa Baccini - la Lucchese l’ho sempre seguita anche da ragazzo. Poi mi ero allontanato e l’ho persa di vista, pur informandomi sui risultati e dare uno sguardo alla classifica per sapere com’è andata. Negli anni della B e dell’era Maestrelli era un motivo di orgoglio per tutta la provincia quella squadra arrivata ad un passo dalla A. Con Bacci nacque un’amicizia particolare e quelle stagioni ho seguito sempre la Lucchese anche in trasferta».
LUCI E OMBRE
Dal salto in C (il 4 maggio del 2014) al declino della sua gestione societaria. «La promozione è stato il momento più bello. Ero accanto a Bacci quel giorno e al gol di Pecchioli al '94 abbiamo esultato tutti. Lui però rimase immobile, come smarrito da quelle grida di gioia. Poi si alzò esultando in ritardo, ma manifestando la felicità di un bambino. Non dimentico i caroselli e la festa a Lucca. È stata un’avventura finita nel peggiore dei modi, ma c’era stato il tentativo di creare delle basi solide. Da allora mi sono un po’ defilato, ma ho ripreso a seguire qualche partita al Porta Elisa e la bellissima impresa della stagione passata. Adesso guardo con fiducia a questo nuovo gruppo societario che ha bisogno di essere sostenuto. La Lucchese non deve più navigare a vista, ma serve un progetto di medio lungo periodo. Intanto a questa dirigenza dobbiamo solo dire grazie se la Lucchese si ritroverà in C ripagando i sacrifici economici e la volontà per iscriverla alla D quando sembrava ormai perduta. Credo che sarà promossa automaticamente, come merita sul campo, tornando almeno in un palcoscenico più consono alla sua storia e alla sua tradizione. Adesso serve una energia nuova per garantire un futuro stabile passando anche dal nuovo stadio».
Baccini, nelle vesti di sindaco della Piana, è stata tra i protagonisti del tentativo nel 2016 di trovare una soluzione all’intricata vicenda della Pantera. «Tentativi per salvare una società che merita di più. La Lucchese è simbolo della città e per troppo tempo ha vissuto sull’emergenza in attesa del papa straniero. Ora spero si possa guardare con prospettive serie ad un progetto di respiro ampio con aiuto di istituzioni e imprenditori locali. Mi sembra si stia andando nella direzione giusta». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
