Il Tirreno

Lucca

Calcio dilettanti 

Tornare in campo Andreoni dice no: Non credo che il Lammari ci sarà

Michele Citarella
Tornare in campo Andreoni dice no: Non credo che il Lammari ci sarà

2 MINUTI DI LETTURA





capannori

«A me questa storia del Covid 19 ha toccato molto. Ho visto amici soffrire, genitori di calciatori che hanno rischiato e persone care che sono passate a miglior vita. Faccio fatica a riprendermi, non credo di avere la testa per far ripartire entro il mese il Lammari». Il direttore generale Vittorio Andreoni è molto schietto nell’esprimere il suo pensiero sul pallone dei dilettanti e sul proseguo o meno dei campionati, tenendo però a precisare un concetto: «Nel mio personale pensiero sullo stato d’animo e sulla ripartenza della stagione non influisce minimamente la posizione in classifica del Lammari. Il fatto che al momento della sospensione ci troviamo all’ultimo posto non fa differenza. In maniera molto serena, se verranno congelate le classifiche, scenderemo in prima categoria e da lì ripartiremo. Se vorranno annullare la stagione fin qui giocata o togliere le retrocessioni, garantiremo la nostra partecipazione al torneo di promozione». Chiarito che la sua posizione non è dettata da calcoli e strategie di classifica, Andreoni torna a spiegare i suoi motivi. «Nel mondo dei dilettanti è difficile seguire il distanziamento negli spogliatoi e negli ambienti dell’impianto sportivo, così come il contatto fisico è nell’indole del calcio stesso e, ovviamente, non c’è la possibilità del ritiro e dell’isolamento dei calciatori». Ma c’è dell’altro nelle riflessioni pratiche del dg del Lammari: «Non è detto che i calciatori abbiano nella testa il calcio e la conquista dei tre punti. I ragazzi under affronteranno esami di maturità e gli esami universitari. I calciatori più adulti, lavoratori e con figli, avranno voglia di rischiare contatti che possono pregiudicare il loro futuro e i loro cari?». Andreoni fa poi un’analisi interiore: «Io e tanti altri abbiamo dedicato al calcio una vita, ma in questo momento il pallone dei dilettanti ha dei rischi che non può permettersi. Sono ancora scosso dalla morte del mio carissimo amico Giovanni Petroni, con cui ho giocato in attacco. C’era una grande amicizia e una condivisione di tempo, gioie e amarezze. I rischi non potranno certo essere annullati, ma possono calare. E proprio in memoria del mio amico fraterno Cicchetto e per chi come lui è stato ucciso dal virus, dovremmo pensare a far giocare i nostri ragazzi solo quando le garanzie saranno molto più ampie di quelle che si prospettano da qui al mese di maggio».—



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web