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In Garfagnana ripartenza in salita
Piazza al Serchio e GhiviBorgo puntano sugli aiuti della Figc e delle associazioni di volontariato
LUCCA
Secondo appuntamento con i dirigenti dei settori giovanili per sondare il terreno sulla situazione degli impianti del territorio e le difficoltà da affrontare nel momento in cui si dovesse ripartire. Questa è la volta di Mario Rocchiccioli (Piazza 55) e Andrea Venturi (GhiviBorgo), cui abbiamo posto le tre domande.
1) Avrà la tua società kit, mascherine, materiale per la sanificazione per i mesi in cui saranno necessari? 2) Spogliatoi, docce e uffici dei campi utilizzati, sono attrezzati per il distanziamento sociale? 3) Dopo mesi di stop e di psicosi, può esserci il rischio di disaffezione verso gli sport di contatto come il calcio con genitori preoccupati che optano magari per impegnare in altro modo i figli? Rocchiccioli è scettico sul primo punto, mentre sul secondo può contare sugli ampi spazi del Nobili di Piazza al Serchio: «Difficile rispondere al momento: siamo in attesa di capire quali sono i protocolli da attuare quando partiremo. Impossibile per una società come la nostra avere un medico tutto il giorno al campo, ma vogliamo fare di tutto per la salute dei nostri bambini e dei nostri familiari. Dovremmo anche comprendere anche quali saranno i costi. Tanti sponsor sono in ginocchio e per una realtà piccola come la nostra restano soltanto le quote delle famiglie e il volontariato. Nessun problema in merito agli spazi. Abbiamo una squadra di Terza che si allena in orari serali e squadre di piccoli che hanno a disposizione tre spogliatoi, un campo sintetico e un campo ad undici con spazi per la parte atletica».
Rocchiccioli è un riferimento sul territorio: le relazioni umane sono la sua priorità e tenterà di aprire un nuovo ciclo del pallone e della socializzazione in Garfagnana: « La gente deve avvicinarsi all’associazionismo, contribuire con il volontariato a creare vitalità nelle nostre strutture. La società quest’anno non avrà una voce importante nelle entrate del bilancio quale è la festa del motocross, che porta in zona gente da tutta Italia». Per il GhiviBorgo la parola ad Andrea Venturi. «Noi dirigenti ci ritroveremo, purtroppo tramite social, per definire iniziative volte a rendere sicuri gli ambienti. A custodi e addetti al lavaggio di maglie dobbiamo garantire i DPI previsti. Abbiamo tante cose da affrontare. La squadra Juniores ha calciatori che si muovono con il treno, mentre altri usufruiscono dei nostri pulmini. Ne abbiamo tre da otto/nove posti. Come fare il carico di ragazzi se dovremmo mantenere il distanziamento? A cosa serve un pulmino se puoi trasportare tre ragazzi? Quali saranno i costi? La Figc sarà in grado di fornire alle società un supporto tecnico ed economico, magari pagando una fetta dell’assicurazione in percentuale alla parte di stagione on giocata quest’anno?». In merito agli spazi, in Valle del Serchio sono stati uniti negli anni scorsi i settori giovanili di Fornaci, Barga e Ghivizzano per creare una società. «Ora possiamo utilizzare più impianti ed evitare che ci siano spogliatoi utilizzati da più squadre al giorno. In alcuni dovremmo pensare a docce a scaglioni. Non avremmo problemi se fosse disponibile il nuovo Carraia, ampio in tutti i suoi spazi, dalla sede agli spogliatoi». —
MICHELE CITARELLA
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