Il presidio
Mai un esonero e un palmares ricco di promozioni e trionfi
Pino Vitale, 73 anni il prossimo 9 ottobre, un ds vincente e un hombre vertical. Con lo studio si è fermato alla quinta elementare, ma nel calcio è stato un personaggio di spicco. Da direttore sportivo ha vinto nelle tre piazze che porta nel cuore: la piccola Rondinella (dalla C2 alla C1), l’amata Lucchese (doppia promozione dalla C2 alla B, Coppa Italia di C, e rossoneri ad un passo dalla serie A) e l’Empoli della maturità (promozione in A e approdo in Europa League). «Le brevi esperienze con Spezia e Pisa fatte dopo i miei 65 anni non le mette in conto» dice Vitale. Che è orgoglioso di un suo personale primato. Si è sempre dimesso rinunciando ai soldi. «Alla Rondinella volevano mettere becco sull’allenatore, alla Lucchese, nonostante un contratto importante, l’addio di Maestrelli coincise con il mio. Arrivai a fine stagione e dissi basta. Stesso discorso a Empoli e poi a Spezia, dove c’erano contrasti con la piazza, e a Pisa dove subentrarono altre persone». La dignità non ha prezzo. E lui, uomo del Novecento, alla reputazione ci tiene.
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