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Da Và rossonero và passando per Puccini sino a Rino Gaetano
Dalla popolare marcetta dal refrain orecchiabile si passa alla malinconia struggente del cantautore calabrese
LUCCA.
Nei suoi 115 anni di storia non sono stati molti gli inni ufficiali della Lucchese. E forse non c’è mai stato un inno che ha avuto la forza di diventare “popolare” capace di fare breccia tra i tifosi da cantarlo prima di ogni gara. Un rito che si svolge in tanti stadi italiani ed europei. Dall'inno per Eccellenza, il famoso «You’ll never walk alone» del Liverpool, a «Pazza Inter» o a «C’è solo l’Inter» da «Grazie Roma» a «Oh Fiorentina» sino a «Milan, Milan» e «Juve, storia di un grande amore». In Spagna non c'è club che non abbia il suo "anthem". Per tanti anni dall’altoparlante del Porta Elisa prima di ogni partita sono uscite le note di «Va rossonero va». La copia in vinile, un 7 pollici etichetta Studiosound, è introvabile se non nei mercatini o sui Internet. Il testo è facile: «Oh Lucca alla tua storia millenaria, aggiungi un’altra pagina di gloria, nel segno di una splendida vittoria che la tua squadra ti regalerà! nel ciel di Porta Elisa un nuovo firmamento di stelle rossonere brillerà, va rossonero va, sali più in alto va, se il grido Alé Lucchese è una passione in ogni stadio c’è la tua canzoneee.. va’ rossonero va’ nessuno fermerà, quel simbolo di forza la Pantera, che con le mura, Lucchese mia, danno i colori a quella tua bandiera, una bandiera che tutta la città». Poco conosciuto un inno composto da Gildo dei Fantardi, il popolare stornellatore. "Va rossonero va" resiste fino al 2014 quando viene scritto un nuovo inno: «la nostra, la mia città» brano del cantautore Francesco Matteoni, commissionato dalla società e presentato il 16 novembre prima del derby con la Pistoiese: parole che fanno leva sul legame della squadra con il tifo e la città. Nel 2007 invece a precedere l’ingresso in campo è il «Nessun dorma», la celebre aria dell'atto finale della Turandot di Puccini. Per la verità non porterà bene: la stagione si concluderà con il primo fallimento societario. Da Puccini a Rino Gaetano. «A mano a mano» del grande cantautore calabrese è divenuto un tormentone, gradito dal presidente Russo e dal pubblico. Canzone di rinascita nel ritornello «può nascere un fiore nel nostro giardino». Speriamo sia di buon auspicio. —
NICOLA NUCCI
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