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Lucca

«La Lucchese pronta a disputare la serie C rispettando le volontà della Federazione»

Luca Tronchetti
«La Lucchese pronta a disputare la serie C rispettando le volontà della Federazione»

Per il direttore questo periodo deve servire ai vertici del calcio per trovare risorse e garanzie in grado di sostenere il sistema  

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Luca Tronchetti / LUCCA

La forza dei nervi distesi. In questo momento di attesa e di grande fibrillazione nel mondo del calcio, la Lucchese aspetta con serenità le decisioni che verranno prese dalla Figc e dalla Lega Nazionale Dilettanti in relazione a stop o ripresa dei campionati in conseguenza dell’emergenza sanitaria da coronavirus. Il direttore generale Mario Santoro ha le idee chiare e si rimette a quanto stabiliranno i vertici del calcio di casa nostra chiarendo, una volta per tutte, che la Lucchese 1905 la prossima stagione avrà le risorse necessarie per affrontare anche un campionato professionistico. «Voglio premettere due cose: la tutela della salute viene prima di tutto e calciatori, tecnici, arbitri, accompagnatori devono essere salvaguardati e in secondo luogo la Lucchese, almeno sino a quando ci sarà questo gruppo dirigente, accetterà qualsiasi decisione che vorrà prendere la Lega Nazionale Dilettanti. Ci rispecchiamo completamente nel comportamento del presidente Sibilia e del coordinatore Barbiero per la chiarezza strategica con cui hanno operato a sostegno e protezione delle squadre dei campionati di competenza».

Non crede che il protocollo sanitario presentato dalla Figc al Governo sia impossibile da attuare almeno nei campionati dilettantistici e probabilmente anche in C?

«Il protocollo sanitario è un elemento di discrimine. Rispettare i 32 punti del documento è un dovere di tutti i club. Perché la salute del calciatore dev’essere uguale a qualsiasi livello e in qualsiasi categoria. É chiaro che la normativa sanitaria è praticamente impossibile da rispettare per i club di serie C, di serie D e dei campionati minori. E credo anche la B avrà qualche difficoltà».

Favorevole alla proposta del direttivo della Lega Pro presieduto da Ghirelli?

«È una proposta. Andrà ratificata dall’assemblea che si riunirà il 4 maggio e poi approvata nei giorni successivi dalla Figc. Credo che sarà importante l’incontro di mercoledì tra il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, e i vertici del calcio in tutte le sue componenti. Lì capiremo la direzione da prendere e dovranno essere superate polemiche ed egoismi personali. Mi permetta di chiarire un concetto: questo tempo deve essere speso per capire come affrontare i prossimi campionati, per trovare risorse e garanzie in grado di sostenere l’azienda calcio specialmente nelle categorie minori che sono indubbiamente in grandi difficoltà. Molte società sono legate soprattutto alla passione di imprenditori piccoli e medi che in questo momento hanno come esigenza primaria la salvaguardia economica delle loro aziende con il calcio, che giustamente, passa in secondo piano».

In questo scenario come si colloca la Lucchese?

«Ci pare di capire che, nel caso in cui la Figc e il Governo, decidano lo stop alla serie D, le prime in classifica nei vari gironi saranno promosse alla categoria superiore. A questo proposito, al di là delle decisioni che vorrà prendere la Lnd, esprimo la mia soddisfazione per il lavoro che è stato svolto dal primo agosto dal punto di vista societario e tecnico. E ringrazio tutti i giocatori, i tecnici e gli addetti che hanno permesso, attraverso un percorso complicato e al tempo stesso esaltante, di raggiungere la vetta della classifica. Un grande ringraziamento anche ai tifosi che, comprendendo le perplessità derivanti da anni di totale caos del calcio lucchese, hanno saputo aspettare e accompagnare la squadra nel suo percorso sino al 23 febbraio (ultima gara interna con il Ligorna). É chiaro che se la Lucchese ritornerà tra i professionisti per noi sarà fondamentale continuare con lo stesso percorso gestionale. Se la Lucchese fosse una pietanza gli ingredienti fondamentali sarebbero passione, professionalità, umiltà, onestà, educazione, trasparenza, rigore e impegno sociale. Da questi concetti basilari non si transige».

Avete già un’idea per il futuro sia in caso di salto di categoria che di permanenza in questa categoria?

«Dal punto di vista tecnico continueremo sulla stessa falsariga affidandoci al ds Daniele Deoma che ha trasformato la speranza di un campionato di vertice in certezza allestendo una squadra di indubbio valore tecnico e umano. Per me era scontato, ma per molti Daniele è stata una scoperta. Con serietà, abilità e onestà è riuscito a portare a Lucca, alle condizioni del club e con un budget risicato a causa dei 350mila euro d’iscrizione a fondo perduto, giocatori esperti di categoria e giovani interessanti patrimonio della società e di prospettiva futura. Continueremo con questo tipo di lavoro per dare sempre più credibilità alla Lucchese e riacquistare tutti quei tifosi e gli amanti dei colori rossoneri che purtroppo nel corso degli anni hanno raffreddato i loro sentimenti». —

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