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Una seconda pelle a strisce rossonere La storia delle maglie delle Lucchese
Dalla blusa bicolore scelta dai padri fondatori in omaggio al Milan alla comparsa delle righe negli anni ’30 L’arrivo degli sponsor con Paguro nel 1982 e l’epoca d’oro del gruppo Superal di Egiziano Maestrelli
LUCCA
Un unico grande amore. Un po’ come una seconda pelle. La storia della Lucchese si può raccontare anche attraverso le maglie. Un lungo percorso fatto di tessuti, tradizione, sudore, passione. Il rosso e il nero, come il celebre romanzo di Stendhal. Quei colori che hanno ipnotizzato il popolo rossonero per oltre un secolo. I colori ufficiali dalla nascita il 25 maggio del 1905 del Lucca Football Club, poi divenuta AS Lucchese Libertas, che dalla fondazione sceglie il rosso e il nero. Un abbinamento scelto dai padri fondatori probabilmente in omaggio al Milan che dominava nei primi anni del novecento vincendo tre campionati dal 1901 al 1906. La prima maglia è una blusa ampia divisa in due colori, il rosso e il nero, e larghi pantaloncini bianchi. Come accessorio dell’epoca c’è chi indossa il berretto, il mitico “cap”. Negli anni Trenta le strisce diventano più larghe e fanno la loro comparsa anche calzettoni a fasce orizzontali stile Celtic. Negli anni della serie A la Lucchese adotta la classica maglia a strisce rosse e nere che, con alcune variazioni sul tema, è la casacca della Pantera nell’immaginario rossonero.
Righe che non saranno quasi mai abbandonate, a parte una versione nel 1956 (in quarta serie) quando la Lucchese adotta una maglia rossa e pantaloncini neri. Strisce che diventano larghissime negli anni Sessanta e Settanta. È la Lucchese che fa battere i cuori e nel 1978 sfiora la promozione in B con 6 mila supporter lucchesi che invadono Ferrara. C’è spazio tuttavia per qualche originale variante: nella stagione 60-61 spuntano (ritorneranno anche nel 73-74) due bande centrali rosso e nera su sfondo bianco. L’ispirazione è il Perù per la maglia del campionato 1964-65: due diagonali rosso-nere in campo bianco. Il pantaloncino è tradizionalmente nero, ma in qualche partita si opta anche per il bianco. La maglia del 77-78 praticamente è formata da due grandi strisce. Nel 1980 per la prima volta fa la sua comparsa lo stemma dell’AS Lucchese Libertas 1905, ancora un po’ rudimentale, con la Pantera rampante. Sono epoche lontane dal calcio business.
Maglie “vergini”, senza sponsor che farà la sua apparizione nel 1982 quando sul petto arriva Paguro, un negozio di abbigliamento allora a San Concordio. L’anno dopo lo sponsor “istituzionale” con la scritta Città di Lucca. È la Lucchese del patron Pierluigi Casanova. Il 1983 è la svolta con l’arrivo del gruppo Superal di Egiziano Maestrelli, marchio storico legato indissolubilmente al risorgimento della Lucchese e alla promozione prima in C1 e poi in B. Lo sponsor tecnico è la Ennerre che nell’84-85 disegna una maglia con strisce strettissime e colletto na V. Un cambiamento radicale nel 1986 quando la Lucchese si affida all’Adidas, prestigioso brand che ha fatto la storia dello sport. La divisa ha le classiche tre bande sulla manica e colletto a V. Nel kit anche una maglia bianca con righe fini rosse, a, in onore dei colori di Lucca. Il sodalizio con l’azienda tedesca dura fino al 1989 quando si passa a Umbro che realizza maglie bellissime: da quella semplice del ritorno in B a quella innovative agli inizi degli anni ’90 con strisce decrescenti rossonere. Al centro campeggia Bertolli, il main sponsor. Nel 1994 si passa a un lungo binomio con la Errea: dalla discutibile maglia con una grande Pantera stilizzata in basso (nel 96-97) alla divisa della stagione 2001-2002 (con doppio sponsor Amore Vita e Lucca Bingo, dopo un lungo matrimonio con la Cremlat) della finale playoff con la Triestina.
In occasione del centenario nel 2005, lo sponsor tecnico disegna una divisa celebrativa, metà rossa e metà nera, caratterizzata da un laccetto old style al collo. Lo stemma costituito da un ovale diviso a metà: nella parte sinistra i colori del gonfalone cittadino, con la scritta As Lucchese Libertas, nella parte destra linee verticali rosse e nere, sovrastate dal disegno stilizzato di una pantera rampante in oro. —
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