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Tambellini, dottore rossonero «Rischioso tornare in campo»

NIcola Nucci
Tambellini, dottore rossonero «Rischioso tornare in campo»

Secondo il responsabile dello staff medico la serie C e la D non riprenderanno  Nell’attesa tiene i rapporti con i giocatori e legge testi scientifici sulle pandemie

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«La sensazione è che la serie D e forse anche la C non riprenderanno. È troppo rischioso per la salute e oneroso per i club». Le parole chiare e perentorie sono quelle del dottor Adolfo Tambellini, responsabile dello staff medico della Lucchese. «La mia opinione è basata sul senso di equilibrio e responsabilità e su quelle che sono le indicazioni di infettivologi e virologi più preparati di me in questo campo. Anche se è in atto una diminuzione dei contagi non ci sarebbero le condizioni per ripartire, il rischio sarebbe elevato. Credo che sia più giusto e sensato chiudere la stagione in anticipo. Forse i campionati riprenderanno in A e B, ma non solo per gli interessi economici. Ad alto livello si possono mettere in atto misure e precauzioni impossibili per le serie minorii».

Tambellini spiega meglio il concetto. «Per i calciatori servono i tamponi e nuovi esami di idoneità fisica con costi e tempi insostenibili per le società di serie D, salvo poche eccezioni come la Lucchese e poche altre che hanno una struttura vicina al professionismo. Senza contare la bonifica degli ambienti, il rispetto delle distanze e controlli seriali e accurati giocando ogni tre giorni per recuperare il tempo perso. Tutto questo sarebbe dispendioso e poco fattibile – dice il dottore rossonero – per queste ragioni penso che una ripresa sia improbabile, ma gli organismi che governano il calcio, nel nostro caso la D, faranno tutte le opportune valutazioni». E se il campionato finisse qui? «Ho letto che la classifica potrebbe essere congelata, potrebbe essere una soluzione anche se lo dico con interessi di parte essendo la Lucchese in testa. Una valutazione che deve tenere conto di una situazione anomala e inaspettata».

Tesi suffragata da Eduardo Chiacchio, avvocato napoletano, esperto di diritto sportivo, sicuro che la Turris salirà in C nell’ipotesi di una sospensione definitiva della D. «Non entro nel merito della formula tecnica che verrà adottata, ma il presidente Sibilia saprà trovare la soluzione migliore per il movimento dilettantistico. Per me la Turris, così come le altre otto attuali capoliste delle restanti classifiche, sarà promossa, a patto ovviamente di sistemare i dovuti adempimenti federali ed essere a norma con lo stadio».

Tambellini spezza una lancia a favore della sanità italiana e del modo di gestire l’emergenza. «Abbiamo fatto e stiamo facendo il massimo, dispiace leggere di critiche e pregiudizi, ma anche se qualche errore c’è stato è facile dirlo dopo, come quelli che criticano schemi e sostituzioni dopo una partita. L’Italia è stato un modello imitato da altre nazioni e i nostri medici e il personale sanitario hanno confermato preparazione e competenza. A tutti quelli che stanno rischiando la vita va il mio pensiero e sostegno». Intanto lo storico medico sociale della Lucchese è in contatto con la squadra («Gallon si stava riprendendo prima black out, Remorini con acchiacchi di poco conto, ma stanno tutti bene». Intanto legge testi scientifici sul virus. —

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