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La palla a spicchi si arrende al virus

La palla a spicchi si arrende al virus

Arrivata anche la conferma ufficiale per A femminile e B Adesso restano sul tappeto parecchi nodi da sciogliere

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Per questa stagione la palla a spicchi non tornerà più a rimbalzare sul parquet del Palatagliate. Si chiudono infatti anche la A1 femminile e la B maschile, con la Gesam Gas e la Geonova che terminano qui la loro corsa. Due notizie praticamente scontate, viste le richieste delle rispettive leghe e il fatto che si erano già aperti i tavoli di trattative tra società, procuratori, giocatori e allenatori per il pagamento degli stipendi, che sono state ufficializzate una dopo l’altra. Giovedì sera è toccato al maschile, ieri invece è arrivata la comunicazione per il femminile. In entrambi i casi non sono arrivate altro che scarne comunicazioni, una la fotocopia dell’altra.

Intanto pare ancora lunga la strada per decidere i verdetti del campionato e soprattutto da chi e come ripartire per la prossima stagione. Tanti punti interrogativi che federazioni e rispettive leghe non hanno ancora sciolto, e che dovranno tenere in considerazione anche le perdite economiche per tutte le società sportive, cosa che potrebbe portare alla scomparsa di una buona fetta dell’intero movimento. In casa Gesam Gas va in archivio quindi la stagione migliore delle ultime tre disputate, quella vera della rinascita dopo lo splendido scudetto del 2017. Dopo due anni di passaggi a vuoto e tentativi, in casa biancorossa si era trovata la giusta quadra dalla quale ripartire con un allenatore giovane come Iurlaro e una panchina giovanissima imbottita di ori agli Europei giovanili Under 20 e Under 18. In quintetto invece a fare la differenza è stata la personalità di Valentina Bonasia, playmaker di talento e personalità che ha messo una grossa pezza ai limiti in fase di costruzione del gioco che il gruppo aveva nella scorsa stagione. Soprattutto risultando decisiva nei momenti più complicati. Da non dimenticare poi il contributo di Ravelli, cresciuta tantissimo in attacco, e poi da straniere di qualità come Jakubcova, Jeffery e Zempare. Dalla panchina poi Sara Madera aveva dimostrato di valere il titolo di mvp dell’Europeo Under 20.

Per la Geonova questo è stato il vero anno zero dopo il passaggio di proprietà, l’acquisto del titolo di serie B e il cambio di nome e logo. Dal punto di vista tecnico poi la società si è affidata all’esordiente Michele Catalani, l’allenatore più vincente per le giovanili in Italia negli ultimi dieci anni, e allestendo un gruppo interessante con le due stelle Vico e Genovese affiancate dal viareggino Petrucci e da Kushchev sotto canestro. Ma la società voleva soprattutto valorizzare i giovani lucchesi richiamando alla base Del Debbio e Drocker, oltre alla conferma di Pierini e Pagni dalla formazione della C Gold. Il tutto condito dagli arrivi di altri giovani di talento come Banchi, Bartoli e Okjlievic. I problemi societari però si sono palesati fin dal precampionato, con scossoni continui, pur insediandosi all’ottavo posto, in piena zona playoff.

Ora il primo nodo da risolvere sarà quello degli stipendi, con la Lega Basket Femminile che ha trovato un accordo di massima per il pagamento del 75% del pattuito, mentre in serie B la Lega Pallacanestro prevede l’80% del salario pattuito, che sale fino all’85% in serie B per i contratti fino a 10mila euro. Tutto da corrispondere entro il 30 giugno 2020 in modo da ottenere la firma della liberatoria per l’iscrizione alla prossima stagione. —

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