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Lucchese, il capolavoro del decennio Gioco, gol, punti ed entusiasmo alle stelle
Dieci anni dopo il trionfo Bova fa l’avvocato civilista e Lollini l’assicuratore di calciatori: «Ho stipulato la polizza per Chiellini»
Luca Tronchetti / LUCCA
Vincere è difficile, ripetersi è un’impresa per pochi. E la Lucchese dopo il trionfo in serie D della stagione 2008-09 conquista un altro successo e dalla Seconda Divisione torna nella ex C1 dopo due stagioni ammortizzando il crac del 2008 targato Fouzi Hadj. Una vittoria senza discussione con 12 punti di vantaggio dalla seconda in classifica (il San Marino guidato da Chicco Evani, attuale vice allenatore degli azzurri di Mancini) e uno score da paura: 19 vittorie, 11 pareggi e 4 sconfitte (due in casa Nocerina e Pro Vasto e due in trasferta Celano e Sangiovannese) con 53 gol fatti (32 dal tridente Scandurra, Biggi, Pera) e 34 subiti. Una macchina da guerra costruita abilmente dal ds Paolo Giovannini e pilotata con mano esperta e sicura da Giancarlo Favarin. Una squadra che gioca bene, diverte e ricrea entusiasmo nella tifoseria anche per la presenza di due lucchesi doc al debutto tra i professionisti: Manuel Pera e Marino Taddeucci. Le alchimie tattiche di mister Favarin sono talmente innovative da scomodare persino Antonio Conte, futuro allenatore della Juventus e ora dell’Inter, folgorato dal 3-3-1-3 a trazione interiore di quel magico periodo. Con i maestri della difesa Dario Bova, Claudio Lollini ripercorriamo quell’annata.
L’AVVOCATO DIFENSORE
Ha smesso di giocare la scorsa stagione a 36 anni in serie D nel Taranto. Dario Bova, fu il leader della difesa in quell’annata sportiva. All’epoca stava dando degli esami all’università facoltà di giurisprudenza: «Mi sono laureato nel 2013 e nel 2016 ho fatto l’esame di abilitazione. Adesso lavoro nello studio di Aversa (Caserta) con mio fratello. Cause civili e di natura sportiva. Avrei potuto giocare ancora qualche anno, ma la testa era altrove. Dopo gli anni della Lucchese vuoi per le regole legate agli under, vuoi per i presidenti che pensano solo ai guadagni, la passione è venuta meno. Mi sento ancora con alcuni ragazzi del gruppo storico e ho pianto alla notizia della scomparsa di Lido Marcucci. E mi viene il magone anche ogni volta che in macchina passo da Lucca. Una confidenza: al mio amico Iadaresta quando mi ha chiamato per dirmi che aveva un contatto con la Lucchese gli ho detto di partire subito. Una piazza così se la sognano in tanti». Bova in quello spogliatoio si faceva sentire: «Non le mandavo a dire neanche a mister Favarin. Abbiamo avuto discussioni accese al limite del consentito sia a Lucca che ad Andria. Ma lo grido ai quattro venti: una persona sincera e autentica come lui è merce rara nel mondo del calcio. É uno dei migliori allenatori che ho avuto assieme a Castori». E tra gli amici veri c’è Manuel Pera: «Con lui venimmo proprio alle mani. Accadde quasi al termine della stagione 2009-10. Facemmo un punto in 4 partite dilapidando buona parte del nostro vantaggio con il Fano a 3 lunghezze. Lui era un giocatore che ci faceva vincere le partite, ma in allenamento non era tipo da guidare il gruppo. Così alla vigilia della trasferta di Colle Val d’Elsa lo affrontai di brutto. Volò qualche cazzotto. Da allora siamo diventati grandi amici. Il segreto di quella Lucchese? I tifosi. Dopo il 5-0 rimediato in casa ad inizio stagione contro la Nocerina applaudirono e ci invitarono sotto la gradinata. Capimmo che potevamo contare su di loro.
POLIZZA ANTINFORTUNI
Per Claudio Lollini un anno da incorniciare e quando stava per spiccare il volo l’infortunio che gli condiziona la carriera: «Si erano interessati a me Parma, Siena e Bari e invece nell’anno del fallimento, il ginocchio fece crac e la mia carriera subì uno stop. Andai a Carpi, vinsi il campionato di C, ma il legamento crociato sinistro si spezzò di nuovo due volte». Addio calcio giocato a 27 anni. Ma in qualche modo il pallone è rimasto il suo mondo: «Abito a Perugia e assieme all’ex rossonero Cardona faccio l’assicuratore. Sono il suo braccio destro (nella società c’è pure Crocefisso Miglietta) nella gestione dei sinistri in campo dei calciatori professionisti. Recentemente abbiamo esaminato la pratica di un difensore illustre: Giorgio Chiellini». Lucca gli è rimasta nel cuore. «La mia compagna è di Tonfano. Abbiamo due splendide bimbe e vengo spesso da quelle parti. Il centro storico è il più bello d’Italia. Da calciatore ho vinto un campionato e ho passato momenti indimenticabili. Mi è rimasta in mente il corteo dei tifosi verso Carrara nel giorno della promozione e la festa in piazza. Dei vecchi compagni sento spesso Marino Taddeucci. Un ragazzo eccezionale: anche quest’anno a Natale mi ha mandato il panettone. Il merito del trionfo? Un gruppo di amici veri e giocatori forti guidato da un sergente di ferro come Favarin. Il mister l’ho rivalutato con il tempo. Mi maltrattava spesso di mira nello spogliatoio, ma lo faceva per far capire agli altri quanto ero importante ». —
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