Il presidio
I giorni dello stop raccontati dalla memoria dei rossoneri
Per Alvaro Vannucchi, da oltre 40 anni massaggiatore della Lucchese occorreranno due mesi per tornare alla normalità in sicurezza
LUCCA
«Quando siamo andati in testa scherzando dissi: “sarebbe bello che il campionato finisse qui così saremo stati promossi”. Ma non avrei mai immaginato di ritrovarmi a fare i conti con una pandemia». Anche Alvaro Vannucchi, storico massaggiatore della Lucchese, è fermo a causa del coronavirus. Le sue mani fatate, che da oltre 40 anni trattano i calciatori rossoneri, da oltre due settimane sono al riposo.
A essere bloccati non sono solo gli allenamenti e le partite della squadra rossonera, ma anche la sua attività nello studio specialistico di San Filippo. «Da 21 giorni sono fermo, tutto sospeso, anche il mio studio – racconta Vannucchi – mi trovo alla casa di San Marco alle Cornacchie, ma non posso andare nell’abitazione in città per rispettare le regole. È una situazione surreale con le strade vuote e tante attività chiuse, ma invece purtroppo è realtà. Vivo alla giornata, esco solo per andare a fare la spesa, leggo i giornali e ora ho ripreso in mano gli attrezzi del giardinaggio e la legnaia che avevo trascurato».
Il massaggiatore lucchese, oltre mille panchine con la sua inseparabile borsa da lavoro, è in costante contatto con i calciatori e lo staff. «Col dottor Tambellini (responsabile sanitario della Lucchese ndr) mi sento tutti i giorni e poi sento spesso anche i dirigenti e i calciatori. Con tutti ci diciamo la stessa cosa, ovvero che ci saranno pesanti ripercussioni sulla stagione calcistica».
Sui tempi di ripresa del torneo è scettico: «Non voglio essere pessimista ma ci vorranno due mesi prima di tornare alla normalità e non è sicuro che si posso tornare in campo, perché è rischioso fare allenare 35 persone se non ci sono le condizioni di sicurezza, il calcio non è il tennis».
Vannucchi è una memoria vivente della Pantera, dall’era Maestrelli alla B fino agli ultimi anni più travagliati, unico supersistite (con Gabriella Minchella del marketing) della Lucchese della stagione passata risorta dal fallimento.
Nel frattempo il ministro dello sport Spadafora ha ipotizzato che sarà difficile ripartire prima del 3 maggio. Alcuni sport, come il rugby, hanno già deciso di annullare la stagione. La Lnd però spera di potere ripartire. «Dovremmo tutti capire fin dove ci possiamo spingere – ha detto il patron della D Cosimo Sibilia – la priorità è chiudere l’emergenza coronavirus, poi avremmo bisogno di 30-40 giorni per termine il campionato» . «L’intenzione è di finire il campionato, speriamo a giugno – gli fa eco il vice presidente Sandro Morgana – e se si ripartisse l’unico modo sarebbe a porte aperte. Se il pericolo va via, vale per tutti, altrimenti è inutile far rischiare i calciatori». —
Nicola Nucci
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