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Berra, dalla serie A argentina al Ghiviborgo: vi spiego perchè

Michele Citarella
Berra, dalla serie A argentina al Ghiviborgo: vi spiego perchè

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Borgo a Mozzano. Tomàs Berra si è presentato al GhiviBorgo nel momento peggiore della stagione. La squadra era in difficoltà e stava subendo un tracollo in classifica, precipitando all’ultimo posto. Il centrale ha inizialmente pagato quel periodo ma con il passare delle settimane e la necessità di riequilibrare la difesa, è tornato utile al tecnico Rino Lavezzini che si è trovato in rosa un centrale dalle lunghe leve abile sia sui calci piazzati, sia a favore sia contro. La conferma è stato il gol decisivo segnato domenica contro il Chieri, proprio sugli sviluppi di un corner. Ventotto anni, Berra ha molto da raccontare di sé e della sua storia. «Dopo aver segnato contro il Chieri, sono corso in tribuna per salutare i miei familiari che si trovano qui nella settimana del mio compleanno. Ho fatto tanti sacrifici per farli venire dall’Argentina». La parlata ispanica, la sua loquacità e le sue frasi non nascondono certamente il suo essere argentino: «Sono nato a Rosario, città capoluogo di Santa Fe e tra le principali dell’intera nazione. Sono molto legato alla città natale, dove sono cresciuto e dove ho mosso i primi passi con il pallone tra i piedi».

In Argentina cresce e diventa presto un calciatore professionista, esordendo nella massima serie del suo paese a diciotto anni. «Con il Rosario ho giocato diverse stagioni. Altre squadre in cui ho militato sono state Arsenal di Avellaneda (dove è nato Gabriel Omar Batistuta) e il Goday Cruz». Molti si pongono la domanda: Come è possibile passare dalla massima serie argentina alla serie D italiana? Il centrale non si sottrae: «Apparentemente può sembrare una retrocessione di categoria. Ma io sono uno di quei calciatori che ha pagato a caro prezzo la crisi economica argentina e la forte inflazione della moneta. Gli stipendi una volta erano discreti, poi i prezzi dei beni in alcune città sono aumentati. Quando la crisi ha colpito anche la mia squadra, non me la sono sentita di restare. Il valore degli stipendi di serie A e B argentina non sono così diversi dai rimborsi in serie D in Italia». Così Berra si accasa al Messina, poi al S. Maria Cattolica di Firenze. «Ho scelto l'Italia perché culturalmente simile al mio Paese. Tifo Rosario e Napoli, perché tuttora Diego Armando Maradona è il numero uno. Sono sceso in serie D, ma il GhiviBorgo non ci fa mancare niente. Spero che il mio gol possa risultare pesante per la salvezza. Lo dedico alla fidanzata». —

Michele Citarella

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