Geonova ko a Verbania Vico e Genovese fuori per scelta della società
LUCCA. Giovani, belli e sfrontati. Sarebbe bello poter parlare di una Geonova quasi garibaldina, capace di giocare a viso aperto e di dominare per gran parte dell’incontro sul campo della capolista Omegna meritandosi anche gli applausi del pubblico piemontese. Un’impresa sfiorata sul campo che però passa in secondo piano se si guarda a Vico e Genovese rimasti in panchina per 40 minuti per indicazioni della società. È proprio su di loro, i due giocatori più importanti e rappresentativi del nuovo corso del basket lucchese, che si concentra ora tutta l’attenzione. Perché i rumors ormai si stanno rincorrendo e pare che in settimana si possa arrivare alla chiusura del loro rapporto con la società biancorossa. Da lì l'indicazione data a coach Catalani di non farli scendere in campo. E se venti giorni fa la partenza di Petrucci per Faenza non era suonata come un campanello di allarme, stavolta sarebbe differente e ci sarebbe da capire se la società intende tornare sul mercato per trovare altri due giocatori da quintetto in grado di fare la differenza. È chiaro che il gruppo di giovani sceso in campo sabato sera a Verbania ha talento e grandi margini di crescita ma, sulla prospettiva del resto della stagione che rimane ancora da giocare, ci sarebbe il rischio di non riuscire a centrare l’obiettivo della salvezza tornando in quella C Gold dalla quale la società la scorsa estate aveva voluto a tutti i costi uscire mettendo mano al portafoglio per acquisire il titolo sportivo della Tiber Roma. In tutto questo Catalani ha fatto di necessità virtù e schierato un quintetto giovanissimo capace di giocare alla pari con la migliore formazione del campionato. I ragazzi infatti interpretato l’incontro nel migliore dei modi sorprendendo la Paffoni che aveva preparato l’incontro sulle caratteristiche di una squadra che schiera Vico e Genovese sul parquet per almeno 30 minuti a partita. A fare la differenza è stata soprattutto la diversa intensità tra le due squadre, cose che ha permesso ai biancorossi di scappare fino al 33-40 del riposo. Poi qualche palla di persa di troppo e tanti errori aperti dall’arco hanno fatto la differenza.
Alessandro Petrini
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