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Geonova cerca il riscatto Ma davanti c’è San Miniato

Alessandro Petrini
Geonova cerca il riscatto Ma davanti c’è San Miniato

Appuntamento stasera alle 18.30 con il primo incontro del girone di ritorno La squadra, dopo la sconfitta con Montecatini, vuole tornare ad alti livelli

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LUCCA. Palla a due per la prima giornata di ritorno stasera alle 18.30 al Palatagliate. Dopo tre mesi e mezzo dall’inizio della stagione ufficiale la Geonova si presenta con un record di 6 vittorie e 8 sconfitte, qualche rimpianto di troppo per punti lasciati sul campo in partite ampiamente alla portata – vedi Capo d’Orlando, Alba e Montecatini –, l’exploit contro Firenze e la necessità di ritrovare quanto prima gli equilibri di un gruppo che tre settimane fa ha perso Petrucci. Il risultato è il nono posto alla fine del girone d’andata – fuori dai playoff ma con la salvezza in tasca – e la voglia di provare a cambiare andatura in questo inizio di 2020. Dopo il derby perso domenica scorsa contro il fanalino di coda Montecatini i biancorossi ora hanno una ripartenza in salita con la corazzata San Miniato pronta a scendere al Palatagliate. Intensità e aggressività continua a tutto campo sono le caratteristiche che hanno fatto diventare la formazione della Valdelsa una delle grandi di questo campionato. Una società in salute, mercato mirato e tanta capacità di migliorarsi di stagione in stagione stanno portando ottimi risultati sotto la guida di coach Barsotti, uno che Lucca e la piazza lucchese le conosce molto bene. La squadra viene da una pesante sconfitta rimediata a Omegna domenica scorsa ma fino a prima di Natale ha giocato ad altissimi livelli chiudendo a metà campionato in seconda posizione e strappando anche il ticket per la Final Eight di Coppa Italia dove si incrocerà con Fabriano, prima del girone C. La sfida di San Miniato si porta dietro anche il ricordo della partita di andata, con la Geonova al suo esordio assoluto in un campionato nazionale che fu maltrattata da San Miniato che vinse 69-49 sfruttando anche l’uscita anzitempo di Vico per un piccolo problema fisico. Un avvio per certi versi traumatico, ingigantito anche dalle voci di problemi societari che giravano proprio in quei giorni, con la possibilità, ventilata, che la società potesse anche ritirarsi dal campionato dopo aver comprato il titolo di serie B a luglio. Ora il contesto è cambiato, ma è chiaro che non bisogna sottovalutare una squadra che predilige il gioco perimetrale e un atteggiamento aggressivo e che per questo ha scelto di rinunciare ai centimetri di un vero lungo di ruolo per avere ali in grado di correre e aprire il campo. L’assetto non è cambiato con il play Quartuccio, proveniente da Borgosesia, bravo a creare vantaggi per i compagni. Poi c’è Carpanzano, che lo scorso anno ha vinto la B a Pescara partendo dalla panchina e ora sta trovando spazi molto importanti. Da ala piccola invece c’è Moretti, che è un buon tiratore. Caversazio e Enihe sono i due lunghi che prediligono soprattutto il gioco fronte a canestro. Dalla panchina poi attenzione a Neri e a Tozzi. —

Alessandro Petrini

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