Italia
Il Plaza Stadium di Valentini decaduto prima di nascere e gli altri sogni sfumati
lucca. Nel 2010, sotto la gestione di Giovanni Valentini e del patron Giuliano Giuliani, si era arrivati al masterplan. Con tanto di presentazione e rendering del nuovo al Porta Elisa, tutto coperto, che prevedeva anche negozi, attività e un cinema. Le speranza della Lucchese era di arrivare entro fine del 2013 ad inaugurare la struttura. Ma nel frattempo è arrivato il naufragio della società e il secondo fallimento sportivo della Pantera. Il “Plaza Stadium” è rimasto lettera morta. Dopo un viaggio di 660 chilometri per proporre e fare conoscere l’idea di stadio a una delegazione di 40 lucchesi rappresentanti del mondo della politica, dello sport e delle realtà economiche a Neuchatel, nella Svizzera francese, per vedere dal vivo il Maladière, dove gioca lo Xamax, che Giuliani, amministratore unico del gruppo Cipriano Costruzioni e presidente dello Sporting Lucchese, e Valentini, amministratore delegato di Valore spa, avevano individuato come modello per quello che intendevano realizzare nella zona di San Donato.
A differenza del progetto di rifacimento del Porta Elisa dell’attuale dirigenza rossonera, l’idea di nove anni fa era di realizzare uno stadio ex novo in un’altra zona. Il concetto era lo stesso, ovvero un nuovo impianto privato per rendere economicamente autosufficiente la Lucchese. Una formula che permetterebbe alla società di avere uno stadio senza essere costretta a pagare canoni e gestire gli utili della struttura da investire nel potenziamento della squadra. Basta pensare che servirebbero 180mila euro per mettere a norma il Porta Elisa. Di un nuovo stadio si era parlato anche all’epoca della presidenza di Aldo Grassi, nel 2002, l’anno dopo avere sfiorato la promozione in B. —
N.N.
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