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Per il curatore il crac affonda le radici indietro nel tempo
LUCCA. Fallimento Lucchese, per il curatore le ragioni del crac sono a monte della fidejussione della Pannonia.
Nei giorni scorsi è stata depositata in tribunale e in procura la relazione del curatore Claudio Del Prete, sulle cause del fallimento e sulle eventuali responsabilità dei vari soggetti coinvolti. «Non posso entrare nel dettaglio dei singoli rilievi – spiega il curatore – ma è certo che la mancanza di continuità aziendale della società calcistica (intesa come capacità di operare in condizioni di equilibrio economico-finanziario a valere nel tempo) risale a molto tempo prima la data del fallimento. I vari aumenti di capitale succedutisi nel tempo non sono mai risultati sufficienti ad invertire un trend aziendale in costante perdita ma solo a ripristinare momentaneamente il capitale minimo di legge. Non vi è quindi alcuna relazione diretta tra la sanzione inflitta dalla Figc per la fidejussione CIG Pannonia e le cause del fallimento, essendo queste ultime a monte di tale evento». —
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