Meteo
Lucchese, soltanto un pareggio sfuma l’ingresso in zona playoff
Rossoneri decisamente sottotono con un Verbania che difende a cinque e torna a casa con il punto che cercava alla vigilia
Di buono c’è il punto che muove la classifica e porta a 5 le partite consecutive senza sconfitta. Ma l’obiettivo di acciuffare la zona playoff fallisce a causa di una prestazione sottotono specie nella prima mezz’ora di gioco quando l’onesto Verbania ha messo a nudo i difetti di una Lucchese dall’approccio sbagliato ad una partita che, giocando con l’intensità mostrata due settimane fa con il Fossano, avrebbe potuto avere un risultato decisamente diverso. Ma questo pareggio - che lascia invariato il distacco (4 punti) dalle prime della classe (ora sono quattro a quota 19: Prato, Casale, Sanremese e Caronnese) - aiuta la dirigenza a capire cosa serve per migliorare la squadra. Se in 11 partite i gol sono arrivati da difensori e centrocampisti è il segno inequivocabile che, dopo l’arrivo dell’ottimo Coletta (oggi battuto dopo 408 minuti con la porta inviolata), serve come il pane un attaccante da doppia cifra. Meglio due punte, con una esterna in grado di fare la differenza. E pazienza se, per far quadrare i conti, dovranno essere sacrificati 5-6 elementi che oggi giocano poco o che non hanno inciso come si pensava.
TUTTO NEI PRIMI 45’
La partita dedicata al ricordo di Mimmo Ragone (112 presenze nella Lucchese, dal 1953 al 1958 e poi allenatore in seconda e del vivaio e segretario sportivo dal 1976 al 1983) inizia con il debutto da titolare al Porta Elisa del camerunense Bitep (assai deludente la sua prova) al posto dell’infortunato Falomi. Per il resto Monaco conferma il 4-2-3-1 e gli altri dieci eroi di Sesto Fiorentino. Che sin dai primi assaggi paiono i fratelli diversi dei leoni ammirati con il super favorito Prato. Funziona invece come un orologio il 5-3-2 di mister Galeazzi. È il Verbania a menare le danze: pressing alto, aggressività, calciatori sempre primi sulle seconde palle. La Lucchese appare svogliata, slegata, lunga, poco concentrata. Come se avesse consumato tutte le energie mentali e fisiche nel derby con i lanieri. Così i piemontesi della Val d’Ossola prendono confidenza con l’avversario e affondano il colpo vincente. Contropiede di Colombo, errore di Ligorio, cross per la testa del liberissimo Austoni che infila l’incolpevole Coletta. Un gol che vale una carriera e che tra trent’anni racconterà ai nipotini. La rete subìta rianima la Lucchese che dopo 10’, al primo vero affondo sulle corsie laterali, rimette il risultato in parità. Remorini pesca Vignali che rimette al centro per l’accorrente Fazzi. Il giovanotto, con personalità da vendere, colpisce al volo all’altezza del dischetto e manda la sfera all’incrocio dei pali. Rete da cineteca e 1-1.
ASSALTI VANI
Nella ripresa ti aspetti l’assedio rossonero e invece la difesa del Verbania regge bene l’urto abbassando i ritmi e coprendo gli spazi. Monaco le prova tutte. Inserisce Gueye, Tarantino e Panati e alza il baricentro. Ma al di là di una supremazia territoriale e due conclusioni da fuori, non succede più nulla e il Verbania torna a casa con il punto che cercava. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
