Il Tirreno

Lucca

IL FUTURO DELLA LUCCHESE 

Stadio, il progetto di fattibilità sarà presentato entro marzo

Luca Tronchetti
Stadio, il progetto di fattibilità sarà presentato entro marzo

Il presidente Bruno Russo soddisfatto dell’interesse di giunta e imprenditoria «La città deve pretendere dalle istituzioni un Porta Elisa al passo con i tempi»

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La vittoria in trasferta con il super favorito Prato non ha distratto la Ruspa rossonera - alias Bruno Russo, l’altro ieri calciatore simbolo, ieri direttore sportivo e oggi presidente della Lucchese - dall’obiettivo più importante: il restyling del Porta Elisa. Lui la gamba non la tira mai indietro e, a costo di essere impopolare, chiede alla città e alla tifoseria di mobilitarsi con le istituzioni affinché Lucca possa dotarsi, finalmente, di uno stadio moderno ed efficiente: «Sono più che soddisfatto sia del comportamento del sindaco Tambellini e della sua giunta, sia dell’entusiasmo dell’imprenditoria che ha sposato il nostro progetto. Nella prossima settimana ci saranno nuovi incontri per spiegare meglio quali sono i punti essenziali del piano di restyling, ma l’obiettivo prefissato è quello di presentare lo studio di fattibilità per la ristrutturazione totale del Porta Elisa entro marzo quando scadrà l’agibilità provvisoria per lo stadio. A quel punto inizierà l’iter burocratico a partire dal bando per indire la gara d’appalto».

LE TRE C

Comics, concerti e calcio. È questo il mantra di Bruno Russo: «Lucca è una città scrigno che ha una visibilità a livello internazionale con i Comics nel periodo ottobre-novembre e i concerti del Summer Festival e sotto le Mura nel periodo giugno-agosto. Mi chiedo: in questo contesto importante perché non inserire il calcio? Parliamoci chiaro: a me non interessa la Lucchese per vivacchiare nei dilettanti o anche in C. Interessa sviluppare un progetto sportivo accanto ad un progetto imprenditoriale che passa giocoforza dalla ristrutturazione del Porta Elisa. Con un impianto all’avanguardia la Lucchese avrebbe come habitat naturale la serie B con qualche puntata in A sempre tenendo d’occhio il bilancio e rilanciando, accanto allo stadio, strutture idonee a sviluppare il settore giovanile come l’impianto di Saltocchio dove c’è l’intenzione di installare un sintetico. Se Benevento, Spal, Crotone e Carpi hanno raggiunto l’Olimpo del calcio e l’Empoli frequenta stabilmente i quartieri alti, non vedo perché non possa farlo Lucca che, sul piano culturale e artistico, è decisamente più bella e accogliente di tante piazze ».

GIUNTA E IMPRENDITORI

È soddisfatto Russo dell’attenzione rivolta dal sindaco Tambellini e dell’entusiasmo crescente dell’imprenditoria: «Con il Fossano l’assessore allo sport Ragghianti e quella all’urbanistica Mammini si sono seduti in tribuna. Io invito tutte le istituzioni - Comune, Provincia, Soprintendenza e anche i consiglieri di maggioranza e opposizione - a venire la domenica al Porta Elisa e toccare con mano una situazione non più sostenibile con uno stadio che necessita di interventi decisivi. È profondamente sbagliato fischiare e insultare il sindaco Tambellini che invece si è adoperato al massimo per dare la possibilità alla Lucchese di ripartire nella categoria più alta possibile dopo il terzo fallimento della storia del club ed è fermamente convinto della necessità di un restyling del Porta Elisa. Invito invece i tifosi di tutti i settori a portare striscioni e inneggiare slogan in cui si chiede alle istituzioni la ristrutturazione del Porta Elisa. “Forza Lucchese” e “Vogliamo lo stadio” devono essere gridati all’unisono durante le partite. Perché è bene ricordare tutti che lo stadio non è del Comune, ma è della collettività, dei cittadini lucchesi che non ridurrebbero mai la loro casa nello stato in cui versa il Porta Elisa».

LO STADIO

Serve uno stadio all’avanguardia, eco-sostenibile, interamente coperto con gradinata, curva Est e tribuna unite a ferro di cavallo: «Non c’è più spazio per stadi insicuri dove si viene solo per contestare o urlare qualcosa contro qualcuno. Dobbiamo prendere spunto dai paesi anglosassoni e dalla Germania. Chi assiste allo spettacolo del calcio deve stare comodo, se piove non deve bagnarsi e deve godersi la partita in relax con la famiglia e i figli avendo lo scenario delle Mura a fare da corollario. Ripeto: non è una questione di costi. Gli imprenditori interessati troveranno i finanziamenti necessari e attraverso una concessione di 10, 20, 50 anni gestiranno il Porta Elisa e gli eventi che vanno al di là del i calcio. Negozi? Certo, ci sarà spazio per attività commerciali legate allo sport, bar, ristorante, palestra e centro fitness. Ma rispettando volumetrie senza fare forzature e senza violare la legge. E sarà importante trovare un’area parking (vecchio ospedale) che, in attesa della fine dei lavori, possa servire a livello economico ad aiutare la Lucchese». —

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