Il Tirreno

Lucca

VERSO IL DERBY 

Russo: «La sfida contro il Prato servirà a capire la nostra forza»

Luca Tronchetti
Russo: «La sfida contro il Prato servirà a capire la nostra forza»

Il presidente della Lucchese chiede alla squadra una prestazione convincente per dare continuità agli ultimi risultati giocando alla pari con la superfavorita

3 MINUTI DI LETTURA







Una sfida dal sapore antico, l’unico vero derby del campionato e la partita che dovrà chiarire il ruolo che sarà chiamata a recitare la Lucchese di Monaco. Domani c’è il Prato - vice capolista, ma soprattutto grande favorita al ritorno in serie C - e il match con i lanieri rievoca ricordi non troppo felici al presidente Bruno Russo: «Da calciatore con la Lucchese nell’anno della promozione in B, l’Omone non mi fece mai scendere contro i lanieri. Sia al Lungobisenzio che al Porta Elisa rimasi seduto in panchina». Quindici anni dopo, da diesse rossonero neo promosso in Lega Pro, Russo torna allo stadio dei biancazzurri: «Era una partita infrasettimanale (mercoledì 17 settembre 2014) e si giocava il quarto turno di campionato. Sino a quel momento eravamo imbattuti: due pari in casa (Santarcangelo e Savona) e una vittoria a Gubbio». Ma quella partita segnò l’inizio della fine dell’avventura di Russo nella Lucchese e 4 anni dopo il terzo fallimento in 11 anni nella storia della Pantera: «Fu un derby strano. Perdemmo 4-3 e Casapieri, il nostro giovane portiere, prese tre gol evitabili. Eravamo una squadra piena di ragazzi che aveva, come obiettivi, la valorizzazione dei giovani e la salvezza da raggiungere anche all’ultimo minuto dell’ultima giornata. Sin dalla preparazione estiva avevo predicato calma e sono certo che se i dirigenti dell’epoca (in primis patron Bacci) avessero atteso il processo di maturazione dei calciatori che oggi stazionano regolarmente in B (Strizzolo, Raicevic, Ferrante) o in C (Risaliti, Calcagni, Santini, Biasci) la Lucchese non solo non sarebbe fallita, ma si sarebbe consolidata diventando una realtà importante nel panorama toscano». Invece finì diversamente: arrivò il dg Galli, Pagliuca venne esonerato e Russo si fece da parte. «Acqua passata. Oggi c’è un’altra Lucchese. E quest’anno l’obiettivo non è quello di vincere il campionato, ma di consolidarci in categoria. E domani abbiamo la possibilità di dimostrare le nostre reali qualità».

Dopo un avvio complicato per una serie oggettiva di motivi nelle ultime tre partite la Lucchese è andata in crescendo facendo punti e migliorando sul piano del gioco: «Condivido appieno l’analisi - conclude il presidente rossonero - ma a Sesto Fiorentino mi aspetto una squadra ancora più aggressiva, convinta dei propri mezzi e concentrata di quella, già ottima, vista domenica in casa con il Fossano. Certo, il Prato della famiglia Toccafondi, che personalmente stimo molto per quanto ha dato e sta dando al calcio, ha investito per costruire una rosa in grado di vincere il campionato e tornare nei professionisti. Ma, al di là della forza degli avversari, sono altrettanto convinto della bontà dell’organico a disposizione di Monaco. Credo che con qualche piccolo ritocco possiamo essere super competitivi e ridurre il gap dalle prime in classifica. Mi aspetto anche una buona cornice di pubblico perché i nostri tifosi sono in grado di fare la differenza ovunque». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera