Il presidio
Russo: «La sfida contro il Prato servirà a capire la nostra forza»
Il presidente della Lucchese chiede alla squadra una prestazione convincente per dare continuità agli ultimi risultati giocando alla pari con la superfavorita
Una sfida dal sapore antico, l’unico vero derby del campionato e la partita che dovrà chiarire il ruolo che sarà chiamata a recitare la Lucchese di Monaco. Domani c’è il Prato - vice capolista, ma soprattutto grande favorita al ritorno in serie C - e il match con i lanieri rievoca ricordi non troppo felici al presidente Bruno Russo: «Da calciatore con la Lucchese nell’anno della promozione in B, l’Omone non mi fece mai scendere contro i lanieri. Sia al Lungobisenzio che al Porta Elisa rimasi seduto in panchina». Quindici anni dopo, da diesse rossonero neo promosso in Lega Pro, Russo torna allo stadio dei biancazzurri: «Era una partita infrasettimanale (mercoledì 17 settembre 2014) e si giocava il quarto turno di campionato. Sino a quel momento eravamo imbattuti: due pari in casa (Santarcangelo e Savona) e una vittoria a Gubbio». Ma quella partita segnò l’inizio della fine dell’avventura di Russo nella Lucchese e 4 anni dopo il terzo fallimento in 11 anni nella storia della Pantera: «Fu un derby strano. Perdemmo 4-3 e Casapieri, il nostro giovane portiere, prese tre gol evitabili. Eravamo una squadra piena di ragazzi che aveva, come obiettivi, la valorizzazione dei giovani e la salvezza da raggiungere anche all’ultimo minuto dell’ultima giornata. Sin dalla preparazione estiva avevo predicato calma e sono certo che se i dirigenti dell’epoca (in primis patron Bacci) avessero atteso il processo di maturazione dei calciatori che oggi stazionano regolarmente in B (Strizzolo, Raicevic, Ferrante) o in C (Risaliti, Calcagni, Santini, Biasci) la Lucchese non solo non sarebbe fallita, ma si sarebbe consolidata diventando una realtà importante nel panorama toscano». Invece finì diversamente: arrivò il dg Galli, Pagliuca venne esonerato e Russo si fece da parte. «Acqua passata. Oggi c’è un’altra Lucchese. E quest’anno l’obiettivo non è quello di vincere il campionato, ma di consolidarci in categoria. E domani abbiamo la possibilità di dimostrare le nostre reali qualità».
Dopo un avvio complicato per una serie oggettiva di motivi nelle ultime tre partite la Lucchese è andata in crescendo facendo punti e migliorando sul piano del gioco: «Condivido appieno l’analisi - conclude il presidente rossonero - ma a Sesto Fiorentino mi aspetto una squadra ancora più aggressiva, convinta dei propri mezzi e concentrata di quella, già ottima, vista domenica in casa con il Fossano. Certo, il Prato della famiglia Toccafondi, che personalmente stimo molto per quanto ha dato e sta dando al calcio, ha investito per costruire una rosa in grado di vincere il campionato e tornare nei professionisti. Ma, al di là della forza degli avversari, sono altrettanto convinto della bontà dell’organico a disposizione di Monaco. Credo che con qualche piccolo ritocco possiamo essere super competitivi e ridurre il gap dalle prime in classifica. Mi aspetto anche una buona cornice di pubblico perché i nostri tifosi sono in grado di fare la differenza ovunque». —
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