Viassi, il mago dei dilettanti «Puntiamo sui giovani locali per conquistare la salvezza»
Il trainer con 7 campionati vinti frena l’entusiasmo per i 14 punti I maggiori consigli gli arrivano da Tibaudi il preparatore atletico del Sassuolo ex Inter e Milan
Nel calcio dilettantistico piemontese Fabrizio Viassi, 55 anni, è ritenuto un mago delle promozioni. Ben 7 in carriera: due campionati vinti con il Trino Vercellese (dalla Promozione alla D), uno con la Novese (dall’Eccellenza alla serie D), due con l’’Acquanera (dalla Promozione alla D) e due con il Fossano, che guida dal 2015. Un «guru» del calcio giovanile oltre ad essere stato per 6 mesi selezionatore della rappresentativa under 17 per il Piemonte. Lo scorso anno il suo Fossano oltre ai numeri record collezionati (66 reti realizzate e 19 subite dai «blues», alias miglior attacco e miglior difesa della stagione), ha annoverato 4 ragazzi classe 2000 in rosa: uno è finito alla Juventus e altri due in nazionale under 17 della Lega Dilettanti.
IL SACCHI DEL PIEMONTE
Come il ciabattino di Fusignano anche Viassi ha iniziato e terminato la carriera di calciatore in un amen. «A 17 anni ho debuttato come terzino sinistro nella Pro Vercelli in D (stagione 1979-80) e a 25 a causa di un grave infortunio ho preso il patentino di allenatore di base dopo esperienze non entusiasmanti nella Berretti del Trento (serie C) e a Grignasco e Cerbara (Promozione Piemontese). Da lì sono stato 4 anni a Casale come allenatore degli Allievi e in secondo di Bruno Baveni. Poi sono tornato alla Pro Vercelli per 5 stagioni scalando tutte le categorie giovanili sino a diventare responsabile del vivaio. La mia più grande soddisfazione? La finale nazionale Berretti del 1997 persa con il Casarano dove giocava un certo Miccoli e la salvezza conquistata nel 2005 alla guida della prima squadra della Pro Vercelli». Poi un pellegrinaggio tra D, Eccellenza e Promozione che non ha impedito a Viassi di vivere di calcio: «Anche nei dilettanti, se conosci bene le società e sai quali sono quelle in grado di programmare e che hanno mezzi adeguati, puoi fare il professionista. A Fossano ho trovato un ambiente ideale. Il dottor Bessone, dg della Balocco, ha investito sul territorio. A me e al dt Panero ha chiesto di costruire una squadra composta da giovani del territorio (nei blues giocano 4 ragazzi cresciuti nel vivaio) e con il salto in D, abbiamo deciso di ricostruire la squadra prendendo giocatori di categoria (Sangare, Mitta, D’Orazio) e giovani in cerca di riscatto e vogliosi di mettersi in mostra con Cristini (ex Cuneo) unico elemento esperto. Per ora ci sta andando bene. Abbiamo 14 punti e il 4 posto. Ma non ci facciamo illusioni: è fieno in cascina per l’inverno. Perché l’obiettivo è quello di confermarci in categoria».
IL BUDGET
A Fossano non si guarda la carta d’identità: «Noi facciamo giocare i giovani: pazienza se sbagliano un paio di partite. Li aspettiamo, li facciamo crescere. Budget? In realtà non esiste. Ma il 5 del mese i soldi, poco o tanti, ci sono. E quando andiamo in trasferta ai ragazzi non manca nulla. Il nostro motto è serietà ed entusiasmo. Ci alleniamo alle 14,30 del pomeriggio per 4 volte alla settimana. A chi mi ispiro? Ho avuto la fortuna di conoscere Agostino Tibaudi, uno dei più importanti preparatori atletici di calcio in Italia. Attualmente è al Sassuolo, ma è stato con Sampdoria, Milan, Inter e Cagliari. Dal punto di vista fisico le mie squadre sono ben organizzate e corrono più di altre. Fa piacere quando dicono che il Fossano gioca bene e diverte. Se abbiamo un punto debole è la tecnica individuale. Per la D siamo troppo tecnici». —
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