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ALLA SCOPERTA DEGLI AVVERSARI 

Fossano punta sui giovani fatti in casa per consolidarsi in D

Luca Tronchetti
Fossano punta sui giovani fatti in casa per consolidarsi in D

Il ds Ezio Panero, ex punta in A e compagno di squadra di Conte e Moriero nel Lecce di Mazzone elogia lo sponsor Balocco, mister Viassi e un calcio fatto di valori

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Un comune di 24mila abitanti con modeste tradizioni calcistiche, ma con un programma ambizioso da portare avanti con la proverbiale calma sabauda. Fossano torna a calcare i campi della D dopo 20 anni proprio mentre il Cuneo, dopo il crac della scorsa stagione, gioca in Terza categoria. Lo fa esibendo i suoi punti di forza: la prima Accademy in Italia di calcio femminile, i 330 tesserati tra maschi e femmine, uno sponsor tecnico importante come l’industria dolciaria Balocco e un tecnico preparatissimo e in grado di forgiare i giovani come Fabrizio Viassi. Risultato? Quarto posto in classifica e un gioco spumeggiante che appassiona i circa 350 sostenitori che seguono i piemontesi.

PROFESSIONALITÁ

Sono quasi tutti studenti liceali e universitari i tesserati del Fossano. E i 4 esperti (Merlano, Cristini, Romani e Coviello) hanno attività in proprio o lavorano con la famiglia. Uno status di dilettante che non significa però «dopolavorista». «Perché - sottolinea il ds Ezio Panero - a Fossano la proprietà non fa mancare nulla di quanto promesso ai calciatori. Pochi o tanti che siano gli emolumenti vengono versati con puntualità svizzera. Certo, ci alleniamo 4-5 volte alla settimana dopo le 14.30 e non esistono le doppie sedute. Ma noi non vogliamo vincere: l’obiettivo è consolidarsi in D».

I più giovani non lo ricordano, ma Ezio Panero, classe 1963, nato a Centallo (pochi chilometri da Fossano) è stato un ex attaccante degli anni Ottanta-Novanta. Aletta veloce, dopo l’esordio con la Saetta Centallo di Elio Lingua, finì nel vivaio del Torino arrivando sino alla prima squadra per poi tornare in A con il Lecce di Mazzone e con compagni di squadra come Conte e Moriero. Attaccate al chiodo le scarpe bullonate, qualche stagione nel settore giovanile del Cuneo per poi dire basta con un calcio che stava snaturando le sue origini. «Sono rientrato 3 anni e mezzo fa come dt grazie al direttore generale della Balocco (Gianfranco Bessone) che, dopo la scomparsa a settembre del presidente Roberto Botta, oggi è al vertice del club. Intendiamoci: io continuo a svolgere la mia attività principale. Gestire il bar La Saletta nel centro di Cuneo. La mia mission è quella di lavorare sulla provincia e creare un ambiente ideale per crescere i giovani. Tutte le nostre squadre, con tempi e modalità prestabilite, si allenano sul sintetico dello stadio. Ai ragazzi (2-3 under 20 sono seguiti in B e C) chiediamo tre cose: educazione, puntualità e rispetto delle regole. Siamo un’azienda a conduzione familiare e portiamo in giro per l’Italia un marchio prestigioso come la Balocco: non ci va di fare brutte figure. La classifica ci sorride? Nella vita bisogna essere ambiziosi ed è bello sognare. Ma vogliamo essere realisti: siamo a 26 punti dalla salvezza che resta la nostra stella cometa». —

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