Il Tirreno

Lucca

Il PORTIERE DELLA LUCCHESE 

Coletta, la saracinesca dei campionati di D

Nicola Nucci
Coletta, la saracinesca dei campionati di D

L’anno scorso a Picerno in 22 gare ha subito soltanto 7 reti «In Basilicata arrivai dopo alcune partite e andammo in C»

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LUCCA. Con il suo arrivo ha blindato la porta rossonera: imbattuto negli ultimi 180 minuti, nessun gol contro Savona e Ligorna. Jacopo Coletta è il portiere che serviva per dare sicurezza tra i pali e al reparto difensivo. Anche l’anno scorso al Picerno, dove ha vinto il campionato, in 22 gare ha subito soltanto 7 gol. «Anche a Lucca mi hanno chiamato con una missione: quella di limitare i gol al passivo. Per ora ci stiamo riuscendo». Adesso è il momento di dare continuità. «Da quando sono arrivato ho visto molti miglioramenti. I punti fatti portano fiducia, ma bisogna migliorare e dare regolarità. La Lucchese non può stare in queste posizioni di bassa classifica». A partire dalla prossima gara al Porta Elisa con il Fossano. «Il girone A è molto livellato. Non c’è una squadra ammazza campionato, ma nemmeno una squadra materasso. La Lucchese deve abbandonare questa posizione e avvicinarsi nella zona playoff. Domenica sarà una gara difficile, ma possiamo vincere» dice il portiere romano di 27 anni, ex Lumezzane, Spal, Lupa Castelli e Fondi. «Sono in una società gloriosa e questo è uno stimolo importante. Nel girone H l’anno scorso tante tifoserie calde, ma il livello tecnico era inferiore. Dopo il campionato vinto c’è stata una trattativa per il rinnovo del contratto, ma l’idea della società era quella di prendere un nuovo portiere e fare il secondo. Ho rifiutato diverse proposte in D e poi la Lucchese è stata la soluzione ideale. Mi sto trovando benissimo sia con la società che con i compagni. Anche la città bellissima e io abito in centro. C’è una tifoseria che anche dopo il fallimento non smette di sostenerci anche in trasferta». Del resto ad entrare in corsa è abituato. «Anche lo scorso anno a Picerno arrivai dopo quattro giornate. - dice Coletta che come preparatore dei portieri nel settore giovanile della Roma deve molto a Claudio Filippi che lo portò al Chievo Verona dove ha giocato tre anni in Primavera - Al Chievo il quarto anno mi allenavo in prima squadra e ho ricevutouna decina di convocazioni. E proprio nel Chievo ha trovato il suo modello di portiere: Stefano Sorrentino, figlio di Roberto, ex Catania, Cagliari e Bologna. «Un portiere straordinario che mi ha insegnato a migliorare dagli errori. È svincolato, ma merita di restare in A». La rincorsa della Lucchese inizia dalla porta. «Sarebbe bello un’altra promozione» confessa il portiere romano (nella sua carriera anche uno scudetto con la Roma allenata da Stramaccioni, nei Giovanissimi Nazionali) che prima di contribuire al salto in C del Picerno si allenava con la formazione del Lodigiani, Eccellenza laziale. —

Nicola Nucci

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