Il presidio
Tra alti e bassi il bilancio 2019 della Pro Cycling Team Fanini
LUCCA. Alcuni buoni piazzamenti, una presenza significativa nelle più importanti gare disputate sul territorio italiano e la scoperta di qualche giovane interessante hanno contrassegnato una stagione, quella della Pro Cycling Team Fanini, piena di alti e bassi. La squadra del general manager Manuel Fanini è riuscita a scavarsi con grande personalità un proprio dignitoso spazio nel panorama nazionale e internazionale; il tutto nonostante la presenza di formazioni top a livello mondiale.
Considerato il budget a disposizione e la giovanissima età delle atlete (media di poco superiore ai 22 anni) il 2019 può essere archiviato col segno positivo anche se (e qui la società non si nasconde) ci si attendeva qualcosa di più a livello di crescita sia individuale che del gruppo.
«Alla fine – ha sottolineato lo stesso Manuel Fanini – possiamo considerarci moderatamente soddisfatti, anche alla luce dei molti infortuni che abbiamo dovuto sopportare da febbraio ad oggi. Sarebbe ingiusto, tuttavia, non ammettere che ci aspettavamo qualcosa di meglio, soprattutto nel finale di stagione. Comunque mi tengo stretto il fatto di aver preso parte alle più importanti corse a tappe (Giro d’Italia, Giro di Campania, Giro di Toscana e Giro dell’Emilia) e questo non è sempre scontato, di averli portati a termine a testa alta».
E la nota migliore arriva proprio dalla società lucchese che per il prossimo futuro ha deciso di girare pagina e di inseguire ad un 2020 scoppiettante. «Vogliamo migliorarci e rilanciare – ha concluso Manuel Fanini – stiamo preparando una formazione giovane e da battaglia. Voglio evidenziare che le riconferme, sia del parco atlete che dello staff tecnico, saranno pochissime e che chi arriverà a far parte del nostro team è più che mai motivato». —
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