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Lucca

CALCIO GIOVANILE 

Roffi: «Non s’insegna più l’etica dello sport»

Luca Tronchetti
Roffi: «Non s’insegna più l’etica dello sport»

Il decano dei tecnici dei vivai indignato dai 20 gol di scarto subiti da due squadre della categoria Giovanissimi B

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Cattolica Virtus - Ginestra 22-0, Tau Calcio - Folgor Marlia 21-0. Due partite della categoria Giovanissimi B - ragazzini da 13 a 9 anni - concluse con un punteggio umiliante per le squadre sconfitte. Una vicenda che indigna uno dei decani del calcio giovanile lucchese: Renato Roffi, classe 1951, 10 anni in serie A e B con il Cagliari di un certo Gigi Riva. Lui, cresciuto con i veri valori dello sport, ha militato, prima di debuttare nel massimo campionato italiano, nella Primavera rossoblù guidata all’epoca da Geza Boldizar: «Un portiere ungherese che aveva militato in A. Avevo 17-18 anni e mi affacciavo al calcio vero. Ma pure a quei livelli ci insegnavano il rispetto dell’avversario. Guai a infierire e a umiliare. Oggi assisto a spettacoli indegni nonostante in campo vi siano dei bambini. Perché i ragazzi maturano più tardi e a 11-12-13 sei ancora un bimbetto. Bisogna rompere questo schema perverso. La Federazione per un verso e le società per l’altro devono ripristinare l’etica sportiva».

GESTO ECLATANTE

Quest’anno allena i Giovanissimi B del S. Alessio. Una formazione spesso sconfitta, ma non per questo formata da ragazzini che adorano il pallone. Domenica Roffi medita un gesto clamoroso: «Al settimo-ottavo gol subito lascerò la mia panchina e mi dirigerò verso quella avversaria per parlare con l’allenatore. Mi chiedo e chiedo all’intero movimento giovanile: che senso ha seppellire l’avversario da valanghe di gol? Non mi vorrete mica dire che contribuisce ad accrescere l’autostima? Pensate che serva allo loro crescita sotto il profilo umano?». Esprime concetti con l’educazione che lo contraddistingue da quando, libero del Cagliari scudettato, interveniva con eleganza sul pallone per fermare gli avversari: «Quando allenavo l’Atletico Lucca affrontammo il Ponte Buggianese, molto inferiore. All’ottavo gol tolsi 3 miei calciatori e la sfida finì 8-3. Ai ragazzi dicevo che dovevamo giocare a due tocchi e facevo capire che non si deve infierire sui più deboli».

C’E’ DA CAMBIARE

Per Roffi «la Federazione deve intervenire dividendo le squadre più forti con rose ampie da quelle più deboli. E gli allenatori, che a questi livelli debbono essere degli educatori, devono porre dei paletti ai loro ragazzi in modo da limitare il passivo ai team più deboli. Questo strapotere di alcune realtà (Tau, Atletico Lucca, Porcari) rispetto ad altre (S. Alessio, Folgor Marlia, Oltreserchio, San Filippo, San Donato) non fa bene a nessuno» Di sicuro non fa bene ai valori dello sport. —

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