Il presidio
Lucchese, il progetto stadio va avanti senza intoppi
Il presidente Bruno Russo soddisfatto dell’incontro: «Massima apertura e disponibilità da parte dell’amministrazione»
Legge sugli impianti sportivi da una parte e codice degli appalti dall’altra. Ci si muove su questi due punti cardine per la concessione e il restyling del Porta Elisa. «Un incontro molto positivo» dicono sia il presidente della Lucchese 1905, Bruno Russo, che l’assessore allo sport, Stefano Ragghianti. Segno che, almeno per il momento, c’è la volontà di risolvere il problema dello stadio comunale. Una volontà testimoniata anche dalla presenza degli imprenditori che appoggiano la nuova Lucchese. A partire da Stefano Varia presente a palazzo comunale assieme alla componente sportiva con Mario Santoro e Bruno Russo. Per il Comune - oltre al sindaco Tambellini, all’assessore all’urbanistica Serena Mammini e quello dello sport c’erano i dirigenti Graziano Angeli e Maurizio Tani oltre ai funzionari dell’ufficio sport.
LO STATO DELL’ARTE
Al momento la concessione per l’agibilità del Porta Elisa è valida sino al 4 marzo 2020. In quella data scade la certificazione o nullaosta che dir si voglia della commissione provinciale di vigilanza. Che dovrà verificare per estendere la concessione sino al 30 giugno 2020 l’effettuazione dei lavori stanziati attraverso una variazione di bilancio (circa 200mila euro) tra cui la messa in sicurezza delle torri faro. Se lo scoglio verrà superato si passerà a metter mano alla concessione triennale (scadenza dicembre 2022) dell’impianto di calcio oltre a due campi sportivi all’Acquedotto. «Con gli imprenditori ci muoviamo nell’ottica di un percorso condiviso che porterà la società che avrà in concessione lo stadio a realizzare un business plan per trasformare il Porta Elisa in uno stadio moderno ed efficiente» sottolinea l’assessore Ragghianti.
NEGOZI MIRATI
«È chiaro che il periodo di tempo in cui lo stadio verrà concesso alla società Lucchese 1905 sarà maggiore in considerazione dell’investimento della componente privata - continua l’assessore allo Sport - Certo è che dovremo muoverci in base agli strumenti urbanistici nel momento in cui ci verrà presentato il progetto dalla società che avrà in concessione lo stadio per tre anni. Il codice degli appalti sarà la nostra stella cometa e dovremo pubblicare la manifestazione d’interesse in modo che vi sia una partecipazione corretta di tutti gli interessati». Una cosa dev’essere chiara una volta per tutte: all’interno del Porta Elisa non sorgeranno alberghi a tre piani, supermercati o catene legate alla grande distribuzione. L’investimento è ingente e gli imprenditori vorranno ottenere un ritorno economico che, al di là del periodo di tempo della concessione, può riguardare la realizzazione di una quindicina di negozi e di attività commerciali mirate: da un centro fitness ad una palestra, da negozi di articoli sportivi a bar- pizzeria-ristorante. «Per scaramanzia sono prudente - chiude l’assessore Ragghianti - ma le sensazioni sono positive». Speriamo che, come diceva Nino Manfredi nel personaggio televisivo del barista di Ceccano, «Fusse che fusse la vorta bbona». —
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