Il presidio
Parola di Fomov, ecco chi è il 18enne che ha stregato il GhiviBorgo
Il centrocampista è stato tra i migliori contro la Lucchese La Moldavia, le esperienze in Italia e l’amicizia con Borgia
Chi, tra gli appassionati e tra coloro che seguono il campionato di Serie D conosceva Ghoerghe Fomov? Chi apprezza soltanto adesso le qualità di questo interno di centrocampo è ampiamente giustificato perché Gheorghe è un classe 2001 che soltanto un anno fa giocava addirittura nel campionato di Promozione. «Come se un calciatore di Serie C passa a giocare in Serie A e si ritrova subito titolare nella squadra prima in classifica». Scherza Gheorghe, mentre al termine della partita contro la Lucchese viene accerchiato da avversari, addetti ai lavori e dirigenti che lo inondano di complimenti. La storia del biondo rivelazione della Serie D inizia dalla Moldavia, sua nazione natale (tanti siti internet dedicati indicano la Georgia come paese di provenienza, ma l’indicazione è errata e per la prima volta a Il Tirreno ha l’occasione di fare questa precisazione in modo pubblico). «Sono in Italia da un decennio, abito in provincia di Parma, a Borgo Val di Taro e al mio arrivo ho subito iniziato a giocare al calcio». Negli anni delle giovanili Fomov cresce nella Valtarese, per poi passare allo JuveClub di Parma. In questi anni si accorgono di lui diverse società professionistiche dell’Emilia Romagna e negli anni degli Allievi è vicino al Sassuolo, senza che poi il passaggio in neroverde si concretizza. Così Gheorghe, grazie al fatto che Borgo Val di Taro è in Emilia ma comunque a otto minuti di treno dalla Lunigiana, sceglie di tentare la Toscana e si accasa alla Pontremolese, che lo fa subito esordire in promozione. «A Pontremoli ho giocato molto e vinto un campionato – dice – è stato un piacevole trampolino di lancio verso la Serie D». A Pontremoli colleziona diciassette presenze da titolare e mette a segno tre reti, alternandosi tra fascia destra e interno di centrocampo. «Preferisco giocare in fascia, dove conosco meglio i movimenti e ho maggiore possibilità di attaccare e mettere cross. Va benissimo anche giocare come braccio di centrocampo a tre, come spesso mi fa giocare mister Fanani».
Le prestazioni della scorsa stagione gli sono valse le attenzioni di alcuni club di categoria superiore: «La proposta più insistente e in tempi più rapidi è stata quella di Pacitto, bravo a convincermi». Al GhiviBorgo mi trovo bene, ho l’opportunità di abitare a Fornaci e nel tempo libero di studiare per perito meccanico. E le cose calcistiche stanno andando per il verso giusto». Tra i compagni, un accenno al rapporto con Borgia: «Mi trovo bene con tutti – dice – Con Borgia siamo compagni di fascia e gli devo tanto, anche qualche grazie per avermi coperto gli spazi che ogni tanto ho lasciato vuoti». Un accenno alla sfida con la Lucchese: «Abbiamo giocato bene ma non abbiamo segnato il secondo gol. Peccato per il pareggio subito nel recupero, ma questi due punti mancati non cancellano quanto di buono abbiamo fatto». Un sogno nel cassetto, un punto di forza su cui puntare e la consapevolezza di poter migliorare: «Spero un giorno di fare il salto nei professionisti. Mi considero un ragazzo che non si spaventa del lavoro e del sacrificio, consapevole di dover seguire consigli e suggerimenti di esperti senza peccare di eccessi di testardaggine». –
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