«Sospinti dal nostro tifo venderemo cara la pelle contro una corazzata»
Francesco Monaco, 59 anni, 294 presenze con la maglia rossonera debutta in panchina a distanza di 35 anni dal suo esordio in campo
Il giorno del debutto è arrivato. Esattamente come il 23 settembre di 35 anni fa. Quel giorno indossava per la prima volta la maglia rossonera un ragazzo di 24 anni che aveva debuttato in B con la Sampdoria di Lippi (capitano) e Ventura (preparatore atletico) e cercava il risalire faticosamente la china. Indossava la casacca numero 8 in quello stadio di Olbia dedicato ad un portiere toscano (Bruno Nespoli) morto in uno scontro di gioco. Per la cronaca finì 1-1 (16’ Arrigoni, libero rossonero, 19’ Tampucci, mediano figlio d’arte per i sardi. In panchina c’era Giorgio Rumignani, il suo mentore che lo aveva portato da Teramo, inventore del «tiro simpatia» e che non è mai stato ringraziato abbastanza dalla Lucca calcistica per aver portato un uomo prima ancora di un giocatore che ha fatto la storia della Lucchese: Francesco Monaco. Il totem rossonero (294 presenze in campionato, terzo di sempre nella storia del club) debutta nuovamente in campionato con la sua Lucchese. Stavolta da allenatore. E anche, in questa circostanza, lontano (per la verità di pochi chilometri) dal Porta Elisa. La tana della Pantera è inagibile (entro fine mese potrebbe riaprire attraverso una deroga) e allora per la «prima» da capo allenatore si va al «Necchi Balloni» di Forte dei Marmi. Un esordio di quelli complicati, in salita. Il Chieri di Morgia è una delle favorite nella corsa promozione. Sfida da cuori palpitanti: da una parte il Capitano di sempre, dall’altra uno dei calciatori più legati alla storia della Pantera, stopper della Lucchese di tutti i tempi. «Non vedo l’ora di iniziare e ringrazio la società che in soli 25 giorni è riuscita a mettere in piedi una rosa importante per i nostri obiettivi. - sostiene il tecnico di origini pugliese che vive ad Ascoli - Gli ultimi arrivi Falomi e Ligorio sono elementi di spessore: non saranno al 100%, ma valuteremo se potranno fare uno spezzone». Una Lucchese ancora in via di definizione, partita in ritardo e con una rosa da completare nella batteria dei giovani 2001. Ma decisa a vendere cara la pelle ed onorare una maglia storica e blasonata. Il Necchi Balloni sarà un piccolo Porta Elisa. Quasi 600 abbonati e tanti biglietti già acquistati dai tifosi invaderanno la Versilia con sciarpe e vessilli rossoneri. «Dispiace solo non poter giocare al Porta Elisa: il supporto dei tifosi è fondamentale per noi. Sarà come giocare in casa in uno stadio piccolo tutto pieno, ma avrei preferito il nostro campo. Una città come Lucca non può stare senza stadio. Speriamo che si risolva al più presto questa situazione». Una Lucchese che deve prendere forma. «Il Chieri ha fatto investimenti importanti, con tanti ex calciatori del Mantova che l’anno scorso era uno squadrone. Ma abbiamo voglia di presentarci nel migliore dei modi ai nostri tifosi. Tutti dovranno dare il 100% a partire dallo staff, a chi va in panchina e in campo. Per adesso il centrocampo è il reparto più attrezzato. Per quanto riguarda l’attacco Falomi deve ancora trovare la condizione migliore. Sugli esterni siamo messi bene e anche in difesa con l’arrivo di Ligorio è un innesto prezioso. Ci manca qualche 2001, ma la società sta facendo di tutto per riempire le ultime caselle». Rebus formazione per quanto riguarda le quote e il centravanti con la squalifica di Bitep (ai box gli infortunati Bartolomei e Dinelli), mentre Lucarelli è tornato a disposizione. Tra i pali un portiere esperto e non un giovane, come ad esempio Casapieri in D nel 2011-2012. «È normale che se hai il portiere giovane affidabile puoi liberare un posto in mezzo al campo - spiega Monaco - ma nulla è ancora chiuso, la società si sta ancora muovendo sul mercato e se dovesse saltare fuori qualche occasione non se lo lasceranno scappare». —
Nicola Nucci
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