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Marin, dall’Argentina una carta in più per il Ghiviborgo
È l’ultimo acquisto del calciomercato ma ha gia dimostrato le sue qualità
il personaggio
Ultimo arrivato nel calcio mercato condotto dal direttore sportivo Luca Pacitto, ma non certo ultimo arrivato per curriculum e qualità. Nicolas Santiago Marin è entrato da appena una settimana nella rosa del GhiviBorgo ma è pronto a dare il suo contributo alla causa. «Una causa possibile anche se difficile» ha detto il centrocampista nato a Cordoba nel 1991 e arrivato in Italia a venti anni a ventuno anni dopo due stagioni nella Serie C argentina.
Prima di parlare dell’attualità e del GhiviBorgo alle prese con le difficoltà del girone A di serie D, Marin racconta il suo passato ed entra nella sua sfera privata: «Giocavo in un campionato professionistico nella mia nazione, ma i tanti problemi economici del calcio argentino si facevano sentire. Ero un professionista come impegno settimanale ma i guadagni erano miseri e tanti come me sono stati costretti a valutare alternative per guadagnare ed era impossibile in Serie C poter fare un altro lavoro. Attraverso il suo procuratore, ecco la soluzione dell’Italia. “Ho ottenuto la doppia cittadinanza ed ho iniziato a girovagare in Italia; Vallé Saint Christope, Real Sarre, Bocale, Argentina Arma, Sestri Levante e Derthona le squadre precedenti al Legnano Salus, da cui provengo».
In Italia sei solo?
«Sono solo, al momento non ho nemmeno una fidanzata. Difficile cambiare spesso regione e mantenere relazioni affettive e amichevoli stabili. Fortuna che so arrangiarmi nella gestione della casa, con il cibo ed ho dimestichezza con gli elettrodomestici. Vado in Argentina cinquanta giorni l’anno, a maggio e giugno».
In patria si esalta più Messi oppure l’idolo è ancora Maradona?
«Per motivi di età, non ho avuto la fortuna di vedere giocare Diego. Mio padre e mio nonno non hanno dubbi: Maradona ha ancora qualcosa in più. Al di là dei piedi buoni, Maradona ha vinto due scudetti fuori da Milan, Inter e Juventus nonché il mondiale 1986 battendo praticamente da solo l’Inghilterra».
Un’avversaria non banale per i biancocelesti, che in Maradona hanno visto l’eroe nazionale capace di rivincita dopo la guerra delle isole Falkland. Argentino nel tifo e negli affetti, Marin cita però un brasiliano tra i calciatori che gli piacerebbe emulare: Allan. «Il mediano del Napoli e della nazionale brasiliana è un vero e proprio mastino in mezzo al campo – dice Marin – ma non disdegna nella costruzione e negli inserimenti senza palla. Spero quest’anno di poter fare anche quelli». Tra le cose che gli mancano, c’è soprattutto il gol: «Nei primissimi anni in Italia segnavo di più. Nelle ultime tre stagioni invece, sono andato a segno soltanto una volta. Spero di aumentare il mio bottino, pur sapendo che il mio compito non è quello di buttarla dentro». Il GhiviBorgo è inserito nel raggruppamento A, con formazioni liguri e piemontesi: «Girone difficile, ma che ho affrontato per tre stagioni. Ci sono terreni bellissimi e squadre bene attrezzate. Sanremese e Lavagnese sono due di queste». —
Michele Citarella
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