Il Tirreno

Lucca

IL FUTURO ROSSONERO 

Lucchese, necessari 180mila euro per mettere a norma il Porta Elisa

Luca Tronchetti
Lucchese, necessari 180mila euro per mettere a norma il Porta Elisa

Rischia di slittare a fine novembre il debutto interno della Pantera se la vigilanza non accetterà un cronoprogramma dell’amministrazione per sistemare lo stadio

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Da una parte ci sono le esigenze strettamente contingenti legati al campionato che inizia domenica. Dall’altra c’è il futuro della Lucchese legato a filo doppio alla ristrutturazione del Porta Elisa. Perché senza l’avvio formale del dossier stadio la società - costituita anche da ex giocatori che rappresentano imprenditori locali interessati all’ammodernamento dell’impianto sportivo inaugurato il 20 gennaio del 1933 - non può sviluppare il suo modello di calcio che prevede nel giro di 5-6 stagioni (sulle orme della Lucchese di Egiziano Maestrelli e Aldo Grassi) il ritorno della Pantera nel posto che le compete: la serie B. Bruno Russo in versione presidente crede fermamente nella volontà del sindaco Alessandro Tambellini e della giunta di iniziare, a partire dalla prossima settimana o nei primi 10 giorni di settembre, un dialogo serio e costruttivo con l’imprenditoria locale che ha investito nel progetto Lucchese per poter iniziare a mettere nero su bianco le basi per un masterplan condiviso che porti in tempi ragionevolmente brevi il consiglio comunale a ragionare seriamente sull’ammodernamento di uno stadio ormai inadeguato agli anni Duemila.

STADIO UBER ALLES

Ieri mattina c’è stato un primo rendez vous tra i vertici rossoneri (Bruno Russo, Mario Santoro e Alessandro Vichi) e l’amministrazione con in testa il sindaco, l’assessore allo sport Stefano Ragghianti e i funzionari. Un paio d’ore di colloquio per fare il punto della situazione e procedere con la politica dei due forni: business plan stadio, lavori urgenti per consentire di disputare le partite interne della stagione 2019-20 al Porta Elisa.

Se le notizie sull’attualità sono tutt’altro che incoraggianti quelle legate al progetto di riammodernamento dello stadio sembrano invece trovare larghe intese. In fondo - e a dirlo è l’assessore allo sport - se solo d’incuria lo stadio costa 100mila euro l’anno tanto vale cercare di recuperarlo attraverso un progetto funzionale e che possa consentire a chi gestisce la struttura di metterla a reddito per un certo numero di anni in modo da recuperare l’investimento iniziale. «Guardate, non sono un politico. - sottolinea Russo - Ma con il sindaco si è instaurato un ottimo rapporto. Lui vuole le stesse cose che vogliamo noi: uno stadio funzionale e al passo con i tempi. Vogliamo, come tutte le persone serie in questa città, che venga rispettato l’iter e che tutto venga fatto con trasparenza e senza speculazioni. Gli imprenditori che noi rappresentiamo hanno già un progetto per realizzare un impianto compatibile con quelle che sono le esigenze sportive e delle famiglie senza stravolgimenti urbanistici e obbrobri a due passi delle Mura. Una città come Lucca non può prescindere da tutto ciò se vuole avere un futuro nell’ambito calcistico. Prima si apre questo capitolo e prima la Lucchese avrà davanti a un futuro importante».

DOLENTI NOTE

Se il dg Mario Santoro cerca di dare prova di ottimismo sul debutto della Lucchese 2019-20 al Porta Elisa, il presidente Russo non usa mezzi termini: «La tribuna coperta resterà chiusa a tempo indeterminato, la gradinata sarà ridotta di capienza arrivando al massimo a 1500 persone sempre che qualcuno si assuma la responsabilità di far eseguire i lavori dovuti. Inutile fare promesse ai tifosi: non sappiamo con certezza quando giocheremo al Porta Elisa».

A rincarare la dose ci pensa l’assessore Stefano Ragghianti che, in pratica, auspica un’apertura della commissione di vigilanza sui pubblici spettacoli che deve dare l’okay all’agibilità del Porta Elisa: «Vero, all’inizio avevamo calcolato spese inferiori ai 150mila euro che ci avrebbero permesso attraverso una procedura negoziale a gara di affidare l’incarico in tempo rapidi. C’era da alleggerire le torri faro togliendo le lampade (in D non sono previste gare in notturna) in modo da ridurre il peso che deve sopportare il torrione e renderle agibili e certificabili e da rafforzare i solai della gradinata. Ma controllando lo stadio i tecnici hanno constatato gravi problemi all’impianto elettrico e a quello antincendio. E non è stata fatta manutenzione nemmeno alle batterie sostitutive che, in caso di black out improvviso, entrano in funzione per qualche minuto prima che possa essere azionato il gruppo elettrogeno. Rifatti i conti servono 180mila euro e quindi occorre una varazione di bilancio che avrà da compiere alcuni passaggi obbligati. Perché visto l’importo dobbiamo obbligatoriamente indire una gara d’appalto e non un affidamento diretto. E per mettere tutto a norma serve tempo: tra fine novembre e inizio dicembre». Unica speranza è una deroga: una soluzione transitoria, con agibilità ridotta della gradinata, a lavori parzialmente eseguiti. Ma la decisione finale spetterà alla commissione di vigilanza i cui componenti dovranno rendersi la responsabilità. Molto difficile. —

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