Il presidio
Cinque anni dopo un campionato con meno soldi e più dilettanti
LUCCA. La Lucchese ritorna in D dopo 5 anni. L’ultima volta (maggio 2014) era finita con il trionfo di Correggio. Nella tifoseria, scottata dal terzo fallimento in 11 anni, traspare un certo scetticismo. Qualcuno teme che formazione non sia all’altezza della situazione e, specie alla luce della sconfitta in Coppa Italia contro il Grassina, possa rischiare di finire nella zona calda della classifica. Vorremmo tranquillizzare quei supporters che, nonostante il crac, erano convinti che qualche imprenditore potesse salvare la Lucchese sborsando 2,1 milioni di euro per mantenere la categoria dopo l’impresa sul campo della squadra di Favarin e oggi temono di rischiare la retrocessione. La D negli ultimi 5 anni è ulteriormente scesa di livello. E il girone A (piemontese-ligure-toscano) e tra i più semplici in assoluto. Eccezion fatta per Prato, Chieri, Caronnese, Savona e Sanremese, le altre formazioni sono composte in prevalenza da studenti e dopolavoristi. Calciatori che hanno un negozio o un attività part time. Come, per esempio, a Verbania e Fossano. La Lucchese può aspirare tranquillamente ad una posizione che va dal terzo all’ottavo posto. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google