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Lucca

LA STORIA DEL NUOVO MEDIANO DEL GHIVIBORGO 

Broccoli, dalla Premier con Wenger e Benitez al calcio di provincia

L.T.
Broccoli, dalla Premier con Wenger e Benitez al calcio di provincia

Dopo il debutto nelle giovanili dei Gunners sceglie l’Italia e va a vivere da uno zio a Firenze. Scoperto dal ds Pacitto

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LUCCA. Tredici anni trascorsi nei migliori vivai dell’ Inghilterra: 10 al settore giovanile dell’Arsenal incrociando a volte la prima squadra di Arsene Wenger e 3 in quello del Newcastle con la fortuna di potersi allenare regolarmente con la prima squadra diretta da Rafa Benitez. Stefan Broccoli, classe 1998, nato a Peterborough nel Regno Unito, rientra in Italia perché ritiene che il suo stile si adatti meglio al nostro calcio. A scovarlo e ingaggiarlo è il ds del GhiviBorgo, Luca Pacitto dopo che il ragazzo - centrocampista di razza - aveva militato nella Colligiana (Eccellenza). Broccoli, origini romagnole (il padre Daniele è di Cesena e come il nonno Carlo da moltissimi anni si è trasferiti in Inghilterra), era ritenuto un giovane talento del calcio britannico. Poi la decisione nel settembre 2018 di lasciare il Regno Unito per andare in Toscana, nell’hinterland fiorentino, dove vive suo zio. Prima Scandicci, poi Colle Val d’Elsa e adesso Ghivizzano. «Ha inciso un infortunio che mi ha tenuto lontano dai campi per 8 mesi. Avevo 16 anni e mi allenavo con la prima squadra diretta da Benitez e con il mio amico Hatem Ben Arfa. Il tecnico non mi ha ritenuto fisicamente all’altezza per il suo tipo di gioco. Sono rimasto male, ma ho capito che forse avrei potuto esprimermi meglio in Italia. Così, grazie ad uno zio, sono approdato in Toscana».

Centrocampista dal piede delicato e dalla buona visione di gioco ha militato nell’Arsenal da quando aveva 7 anni ed è arrivato ad indossare la fascia di capitano della squadra under 12. Poi il trasferimento al Newcastle dove ha militato nella formazione B. «I centrocampisti inglesi sono dotati di grande forza fisica - dice il ds Pacitto - e forse Broccoli non possiede quella prestanza necessaria per sfondare nel calcio d’Oltremanica. Contiamo molto sul suo innato talento per il salto di qualità necessario in un campionato difficile come quello di serie D e in un girone complicato». «Il campione al quale mi ispiro di più è Gennaro Gattuso: nessuno a centrocampo gioca con tanta grinta. - conclude Broccoli - La mia squadra del cuore in Italia? Simpatizzo per il Cesena perché mi ricorda la mia famiglia». Nel settore giovanile dell’Arsenal, Broccoli indossava la maglia numero 8. Uno che non pensa solo al pallone: «Mi piace studiare. E in Inghilterra i club tengono molto in considerazione l’andamento scolastico». —

L.T.

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