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Monaco punta sul gruppo e prepara il 4-2-3-1 «Dobbiamo costruire la squadra del futuro»
Il tecnico, abituato a parlar chiaro, intravede il giusto mix tra vecchi e giovani. «Prato super, ma occhio al Chieri di Morgia»
Un giusto mix tra giovani e anziani in una rosa ancora da completare, un modulo equilibrato (4-2-3-1) che consenta il bilanciamento dei reparti, formazioni come il Prato e il Chieri costruite per vincere opposte ad una Lucchese che quest’anno sarà l’outsider in grado di rendere la vita difficile a qualsiasi avversario. Ma soprattutto un concentro ripetuto come un mantra: costruire dalle fondamenta la squadra del futuro.
Francesco Monaco esprime concetti lineari ed efficaci. Proprio come quando in mezzo al campo capiva, prima degli altri, il movimento del compagno e lo smarcava o interveniva in anticipo sugli avversari che cercavano di dettare i tempi di gioco. Sa ben qual’è la sua mission e la parola «lavoro» è da sempre il suo brodo primordiale. Da martedì scorso ha iniziato la sua avventura come capo allenatore della Lucchese. Un artigiano di campo chiamato ad insegnare a giovani di belle speranze amalgamandoli con elementi che conoscono la categoria. Accanto a lui si muovono vecchi amici: da Russo a Deoma, da Baraldi a Carruezzo. Un team affiatato che distribuisce equamente la fatica. A volte basta un’occhiata per capirsi e per fare la cosa giusta. E poi il contatto con la gente, con i tifosi, con Lucca. Per tanti sportivi Monaco è ancora quello di 30 anni fa: il Capitano di una squadra che ha fatto sognare una generazione. «Ho scelto questa piazza senza esitazione perché non avevo dubbi sull’attaccamento della gente verso chi, come me e come altri compagni di squadra, ha dimostrato con i fatti e non con le chiacchiere l’amore verso la Lucchese. C’è gente che mi ferma per strada o in centro storico e mi garantisce che quest’anno farà di nuovo l’abbonamento dopo aver disertato per decenni il Porta Elisa. Lo dico senza mezzi termini: ho sensazioni positive perché sento tanto affetto, tanto calore e questa riconoscenza mi sprona a dare il meglio».
Dopo meno una settimana di duro allenamento ecco il primo test: oggi alle 16 al resort Il Ciocco a Castelvecchio Pascoli c’è il Giugliano, serie D. «Sarà la mia prima volta sulla panchina della Lucchese. - dice Monaco - Un impegno probante perché loro sono molto più avanti nella preparazione e dispongono di un’ottima squadra destinata a un campionato d’alta classifica. Stamani la rifinitura e poi andremo in campo dando il massimo. Sono contento dei ragazzi a disposizione. É arrivato anche Visibelli che ci darà una mano in difesa e adesso stiamo valutando il portiere francese Fei (2001), un ragazzo di buona struttura fisica che ci permetterebbe di impiegare solo tre giovani di movimento. È chiaro che gli estremi difensori juniores possono incappare in qualche momento difficile. L’idea è quella di alternarli con portieri giovani, ma più affidabili (Marinca o Fontanelli) evitando vi siano rivalità. Perché i più esperti devono aiutare gli under. Bipep? Sotto l’aspetto fisico è sicuramente un elemento interessante: è come un diamante grezzo, va lavorato. E Tony (Carruezzo) ha già iniziato, con esercizi specifici, a fargli capire i trucchi del mestiere». Il modulo prescelto, almeno inizialmente, dovrebbe essere il 4-2-3-1. «In base alle caratteristiche dei giocatori a disposizione è quello che garantisce maggiore equilibrio tattico soprattutto in mezzo al campo. Ma non ci fossilizzeremo su un solo sistema».
Sugli avversari in campionato, Monaco ha le idee chiare: «Il Prato è stato costruito per vincere, ma occhio al Chieri di Morgia. Massimo è un grande tecnico e si è portato alcuni giocatori da Mantova. L’anno scorso ho visto i virgiliani all’opera: una squadra che divertiva e vinceva. Poi mi parlano un gran bene del Savona e della Caronnese oltre alla Sanremese veterana della categoria. La Lucchese? Abbiamo iniziato un po’ in ritardo, ma non saremo una comparsa». —
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