Il Tirreno

Lucca

IL FUTURO ROSSONERO 

Deoma, inno alla gioia «Questa Lucchese è il punto di partenza per la vera rinascita»

Luca Tronchetti
Deoma, inno alla gioia «Questa Lucchese è il punto di partenza per la vera rinascita»

Il direttore sportivo invita tifosi e imprenditori a stare uniti «Non bastano i soldi per tornare nel calcio che conta»

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Da dieci giorni si alza nel cuore della notte per rivedere gli appunti della giornata appena conclusa, per fissare gli appuntamenti con i procuratori, per progettare il futuro della neonata Lucchese. Daniele Deoma, 47 anni, oltre 100 partite con la maglia rossonera, ha coronato un sogno: tornare nella squadra più importante della sua vita. L’ex terzino che ha fatto della caparbietà, della generosità e dell’altruismo la sua ragione di vita oggi ha una «mission» da compiere: far tornare la Lucchese nel palcoscenico in cui merita di stare. «Siamo all’inizio di una nuova era. Basta con i fallimenti e i tribunale con i soldi gettati alle ortiche o con i budget che alla fine non riesci a rispettare. A Lucca si deve fare un calcio economicamente sostenibile partendo dall’unica cosa che può produrre ricchezza: i giovani talenti fatti in casa. Dobbiamo tornare ad essere quel laboratorio costruito con sapienza dal compianto professor Alessandro Bianchi e dal più grande talent scout italiano come Gianfranco Luporini. Ma dobbiamo farlo tutti assieme: tifosi, imprenditoria, media. Soltanto uniti si può progettare un futuro nel calcio professionistico». Quando gli parli di budget elevati, Deoma s’infervora. Viene fuori il suo animo normanno: «Ma chi l’ha detto che solo con tanti soldi si vince? Spendendo tanti soldi si rischia semmai di fallire e scomparire dal calcio. Volete un esempio? La Lucchese 2001-2002 di D’Arrigo che arrivò alla finale playoff, persa per quel maledetto palo che ci impedì l’accesso alla B che avremmo militato e che avrebbe cambiato la storia del nostro amato club, spese 3 milioni di euro. La Lucchese costruita l’anno successivo con i grandi nomi (Deflorio su tutti) e l’ingresso di Emilio Gioia spese 6 milioni e riuscì ad evitare la retrocessione vincendo lo spareggio con l’Alzano Virescit. Sino a quando io e i miei compagni di viaggio saremo all’interno della società spenderemo sempre una euro in meno e mai un euro in più rispetto al budget a disposizione. Perché vogliamo salvaguardare chi mette i soldi e i tifosi che vengono allo stadio». Già, i supporter. L’appello è rivolto a loro affinché, anche in considerazione dei costi irrisori dell’abbonamento, tornino a riempire il Porta Elisa: «Abbiamo puntato sui giovani e sul senso di appartenenza. Vogliamo che dietro alla Lucchese ci sia una città intera senza divisioni o ripicche personali. Questa squadra è un bene di tutti, nessuno escluso e noi abbiamo il dovere di impostare un lavoro che nel medio-lungo periodo riporti questi colori nei campionati di C e di B».

Una Lucchese piena di ragazzi di Lucca e della Toscana: «Abbiamo scelto con cura over e under. I giovani e gli anziani hanno un unico obiettivo: onorare la maglia. Da Tarantino a Nannelli - che possono essere padre e figlio data la differenza di età - già nei primi giorni di ritiro notiamo un’alchimia speciale, un collante che ci aiuterà nei momenti difficili che sicuramente ci saranno all’inizio di un progetto. Coselli, Fazzi, Bipep e adesso Bartolomei, fratello di Paolo che gioca nello Spezia, e Dinelli - grazie alla collaborazione dei procuratori Tosto e Tronchetti che sono venuti incontro alle nostre esigenze - sono tutti ragazzi di Lucca che hanno un’occasione importante per mostrare il loro valore». Deoma è felice per questi primi dieci giorni di lavoro: «Sono soddisfatto. Manca ancora qualcosa, ma non abbiamo fretta di definire la rosa a disposizione di Monaco. Il girone? Noi siamo rispettosi delle regole. Dal punto di vista logistico non è sicuramente il massimo e saremo costretti ad andare in ritiro il sabato per quelle trasferte superiori ai 200 chilometri. Accettiamo con serenità le decisioni prese dai vertici della Lnd e ci prepariamo ad affrontare la stagione con la giusta mentalità. Saranno 34 battaglie. Ma state certi che la Lucchese saprà farsi rispettare da tutti». —

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