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IL FUTURO ROSSONERO 

Tarantino, felice di stupire «La passione non ha età»

Luca Tronchetti
Tarantino, felice di stupire «La passione non ha età»

Il quarantenne attaccante sarà la chioccia della Lucchese 2019-2020 «Avevo i pantaloni corti quando mi allenavo assieme a Russo, Monaco e Baraldi»

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«Non avrai mica il piede arrugginito?». E giù risate e pacche sulle spalle. Lui, Nazzareno Tarantino, 40 anni e non sentirli, 125 presenze e 31 gol nella Lucchese, sorride divertito e raddoppia l’impegno. A prenderlo in giro sono i suoi vecchi maestri di calcio: Bruno Russo, Francesco Monaco, Daniele Deoma, Gabriele Baraldi e Tony Carruezzo. «È proprio vero - dice al termine della terza giornata intensa giornata di preparazione la punta rossonera - la vita è una ruota che gira e spesso torna al punto di partenza. Mi sembra ieri (era il 1995) quando mi allenavo con la prima squadra pronto al debutto in B con i grandi e vedevo Capitan Monaco, la Ruspa Russo e il buon Lele Baraldi indossare la maglia della Lucchese acclamati e osannati dalla tifoseria. E più tardi, quando sono tornato alla Lucchese diventando titolare, Carruezzo e Deoma erano due grandi professionisti da cui c’era tanto da imparare fuori e dentro il rettangolo verde. Quelli che oggi sono dirigenti o allenatori 20-25 anni fa erano i miei miti. Gente che mi ha dato tanto sul piano umano e professionale e che oggi quarantenne ritrovo unita nello sforzo comune di riportare la Lucchese dove merita: nel professionismo. Oggi io sono il Russo o il Monaco di 25 anni fa. Devo imitarli nel dare l’esempio ai più giovani e far capire loro l’importanza di indossare questa maglia e difendere questi colori. A questa città, a questa squadra, a questa gente, io debbo tanto. Oserei dire tutto: la mia realizzazione come uomo e come giocatore di calcio. Sono motivato al 110%: io e Nolé siamo pronti a metterci la faccia sempre e comunque per il bene della Lucchese».

Scusi Tarantino: la carta d’identità è impietosa e indica come anno di nascita il 1979. Cosa replica a chi, specie sui social, ironizza sul suo ingaggio dopo avere trascorso gli ultimi 5 anni nei dilettanti?

«Io credo che la passione e l’amore per questo sport non ha età. Se uno è motivato, continua a fare vita d’atleta, fisicamente sta bene e in carriera ha avuto pochi infortuni (per Tarantino solo una lesione al crociato nel 2003-04) a può tranquillamente dire la sua a 40 anni. Eppoi a certi soloni vorrei soltanto che dessero un’occhiata alla carta d’identità di due tipi piuttosto visti come Tavano e Maccarone, il primo capocannoniere per due stagioni consecutive in C con la maglia della Carrarese. Per entrambi l’anno di nascita è il 1979. E vogliamo parlare di Sasha Bruno e di Moscardelli neo promosso in B a 39 anni? Se ci sono testa sulle spalle e grandi motivazioni non dobbiamo porci limiti. Io dopo aver vinto il campionato di D con la Lucchese sono andato a giocare in D nel Gavorranno, in Eccellenza nel Camaiore e poi nel Vorno e gli ultimi due anni li ho giocati a Ponte a Moriano realizzando in totale 45 reti. Prima di venire in ritiro ho svolto, come faccio ogni anni, la mia preparazione privata (tanti appassionati lo incontrano al mattino a correre sulle Mura). Mi sento bene e sono certo che posso dire ancora la mia a questi livelli e dare un contributo reale alla Lucchese. Anzi, preparatevi a vedermi in campo spesso con la maglia da titolare. Scherzi a parte sono a completa disposizione di Monaco, pronto a giocare dall’inizio o a partita in corso. Ai più giovani ricordo una cosa che ritengo fondamentale: noi siamo la Lucchese. Con tutto rispetto per lo Scandicci e il San Donato, tanto per fare due nomi, che meritano la massima considerazione, ma non hanno un pubblico e una tradizione come la nostra».

Tra i giovani tesserati c’è una scommessa di Mario Santoro: il camerunense Jonathan Bibep (classe 1997). Tu che ci ha giocato assieme a Ponte a Moriano lo ritieni adatto per giocare in D?

«Santoro, che è stato il primo a chiamarmi e che conosco e stimo, potrebbe aver trovato in questo ragazzone un’arma capace di scardinare le difese. Io ci ho giocato assieme in Prima Categoria e vi posso assicurare che si tratta di un “animale” capace di realizzare la scorsa stagione 18 reti in 30 partite. Ha una forza fisica eccezionale, ma difetta sotto l’aspetto tecnico perché è un istintivo che non ha avuto un’adeguata formazione. Considerate che sono 3-4 anni che gioca. Ma Carruezzo, principe dei bomber, ne ha già intuito le potenzialità e lo ha preso in custodia. Sono certo che Jonathy, una pasta di ragazzo, saprà ascoltare i consigli di Tony e diventerà nel tempo un giocatore devastante in categoria. L’importante è non aver fretta e saperlo aspettare. Un altro giocatore interessante è Nannelli, un trottolino fortissimo e imprendibile sulla fascia. Eppoi non scordiamoci che in panchina abbiamo un signor tecnico come Monaco. Era un martello da calciatore e l’ho trovato identico in panchina. Una garanzia sul piano tecnico e umano. State certi che sapremo ripagare i tifosi». —

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