Il Tirreno

Lucca

Storia di una bandiera  

Da mediano a presidente, la scalata da guinness della “Ruspa”

Da mediano a presidente, la scalata da guinness della “Ruspa”

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LUCCA. Sono passati 30 anni - era l'estate del 1989 - quando nottetempo l'allora ventitreenne Bruno Russo, mediano in forza allo Spezia, protagonista in serie C di epiche sfide contro i rossoneri, venne letteralmente rapito dall'allora diesse Pino Vitale che gli fece firmare un contratto importante prima che le ire funeste dei tifosi e dei dirigenti liguri impedissero al centopolmoni originario di Mirto (Cosenza) di passare al nemico storico. Non poteva sapere il giovane Russo che quel trasferimento sarebbe stato definitivo. Lucca da quel giorno è diventata la sua città. Lì si è sposato, ha avuto due figli, ha giocato per 13 stagioni con la casacca rossonera partendo sempre riserva e diventato sempre titolare inamovibile tanto da essere al secondo posto come numero di presenze assolute dopo il bomber Roberto Paci; lì ha iniziato la sua breve carriera di allenatore come tecnico in Seconda, ha fatto ripartire il calcio a Lucca nel 2011 assieme a un manipolo di appassionati ricoprendo il ruolo di diesse e vincendo due campionati (Eccellenza e serie D) in tre anni.

E ora rieccolo, ad evitare la fine della vecchia Pantera e l'oblio del calcio a Lucca, in una veste del tutto inedita: quella di presidente. A memoria d'uomo nessuno personaggio del calcio ha ricoperto tutti i ruoli nello stesso club sino ad arrivare all'apice della piramide. La Ruspa - il nome affibbiatogli dai compagni e dai cronisti per quel modo aggressivo e generoso fatto più di grinta e sostanza che di tecnica e preziosismi - è riuscito in un'impresa che profuma di guiness dei primati proprio grazie a quella tenacia a quella testardaggine a quella voglia di non darsi mai per vinto, di non mollare mai di un millimetro che poi è il mantra di un'esistenza prima sul campo e poi nel vivere quotidiano.

Il rapporto col sindaco

«Sono grato a Tambellini che ha capito l'importanza del progetto e ci ha affidato il compito di far rinascere per la terza volta la Lucchese. Adesso però gli chiedo, attraverso i necessari passaggi istituzionali, di accelerare per quanto possibile l'iter per i lavori al Porta Elisa. Il sindaco ha un'occasione irripetibile: dopo i Comics e il Summer Festival può creare attorno ad uno stadio fruibile tutto l'anno un'altra importante attrattiva per la città di Lucca. Il calcio è un volano di promozione turistica non indifferente se sfruttato in maniera intelligente. Se questa amministrazione getta le basi per l'ammodernamento dello stadio senza stravolgimenti impattanti sull'ambiente circostante visto che il Porta Elisa si trova accanto alle splendide Mura può convogliare attorno allo sport l'imprenditoria sana della città. Un circolo virtuoso che può portare benefici alla collettività unendo pubblico a privato nella massima trasparenza. Non dobbiamo costruire cattedrali o impianti ipertecnologici. Basta imitare modelli preesistenti (Udine, Bergamo) inserendo all'intento attività commerciali e di ristoro». —

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