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Lucca

futuro lucchese: il bando  

Porta Elisa, capienza ridotta. Voci su una terza cordata

Nicola Nucci
Porta Elisa, capienza ridotta. Voci su una terza cordata

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LUCCA. Capienza ridotta sotto i 4mila spettatori e lavori urgenti di messa in sicurezza per l’agibilità del Porta Elisa. Il Comune lo dice chiaro e tondo in uno dei documenti allegati alla manifestazione di interesse. La capienza complessiva era già stata ridotta da 12.800 a 7.400 spettatori già negli ultimi anni di serie C e andrà ulteriormente ridotta per i problemi di vulnerabilità statica e sismica (saranno fatte nuove verifiche) con i tifosi che, se i lavori non saranno terminati entro l’inizio del campionato (al via il 1 settembre), potranno occupare solo la gradinata, la curva ovest e la curva est, con la tribuna chiusa (aperta solo alla stampa). Ma chi eseguirà questi lavori? A chiarirlo è l’assessore allo sport Stefano Ragghianti. «I lavori minimi di sistemazione della tribuna e alleggerimento delle torri faro, interventi necessari per l’agibilità dell’impianto, saranno a carico del Comune che ha affidato studi di fattibiltà. La futura riqualificazione invece è legata alla concessione dello stadio alla nuova società attraverso il bando entro il 25 luglio». Il rischio è di giocare fuori casa una o due gare. «Un’ipotesi prudenziale, pensiamo di concludere i lavori prima dell’inizio del campionato. A ogni modo ci stiamo muovendo per trovare un campo neutro», dice Ragghianti.

L'amministrazione ha anche chiesto una fideiussione da 50mila euro per l'uso dello stadio e una polizza assicurativa per la responsabilità civile per atti vandalici. Punto interrogativo invece per la riqualificazione dell'Acquedotto in condizioni fatiscenti e del campo di Saltocchio.

Maurizio Barcellandi, che fa parte del gruppo di Ninni Corda interessato a dare vita ad una nuova Lucchese, spera che il Comune «conceda alla società uno stadio a norma per la serie D e si possa evitare il trasferimento in campo neutro che sarebbe un disagio per i tifosi». La cordata sarda commenta il bando. «L’unica osservazione è l’assenza di una prescrizione obbligatoria sulla presentazione di un assegno circolare di almeno 300mila euro, come fatto a Foggia e Palermo, per verificare la solidità economica di chi rileva la Lucchese. Noi lo presenteremo. Lo staff tecnico? Lo stiamo definendo, anche se qualche calciatore si è accasato altrove per qualche giorno di ritardo sul bando».

Oltre alla cordata di Corda presenterà una proposta anche quella rappresentata da Mario Santoro con gli ex calciatori rossoneri Bruno Russo e Daniele Deoma e un gruppo di imprenditori locali che contribuiranno come sponsor a sostenere il progetto di rinascita rossonera. «Stiamo lavorando per mettere tutto a posto, se la Lucchese sarà data a noi sveleremo i nomi degli imprenditori dietro al nostro progetto».

Ma crescono le voci su una possibile terza cordata (non locale) interessata all'acquisizione della Lucchese, ma non legata all'ammodernamento dello stadio. In attesa quindi di capire il futuro della Pantera, i lucchesi Giovanni Mauro Matteelli, Renzo Reni e Massimo Santerini cureranno gratis il Porta Elisa e gli impianti sportivi 1 e 2 dell'Acquedotto. —

Nicola Nucci

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