Il presidio
Quindici imprenditori sostengono la cordata locale
Si tratta di aziende del territorio pronte a promuovere la rinascita della Lucchese attraverso delle sponsorizzazioni
Si muove la cordata lucchese. Gli imprenditori locali che hanno manifestato interesse per la rinascita del calcio rossonero dovranno formalizzare per iscritto il loro impegno con un programma triennale e mettere nero su bianco questa volontà in vista della partecipazione al bando del Comune. Si tratta di alcune importanti aziende del territorio, una quindicina, attive in diversi settori, dalle costruzioni all’industria chimica, che sotto forma di sponsorizzazioni sono intenzionate a sostenere la rinascita della nuova Lucchese e la cordata capeggiata da Mario Santoro insieme alla bandiera rossonera Bruno Russo ed altri ex giocatori rossonero, tra cui Daniele Deoma e potrebbe essere coinvolto anche Lucio Nobile, ex difensore degli anni Settanta.
A questi imprenditori, tramite un avvocato vicino alla Cassa di Risparmio, è stata inviata una lettera d'intenti da sottoscrivere. Un altro passo avanti in attesa del bando, dopo il via libera alla manifestazione di interesse del sindaco Alessandro Tambellini, per presentare ufficialmente le proposte per dare vita a una nuova società con una nuova denominazione come già accaduto con Fc Lucca e Sporting Lucchese e poi tornare chiamarsi ancora As Lucchese Libertas se Lucca United concederà marchio e titolo. Ma questa non è la questione principale.
Adesso si attende il bando che, dopo l’ok della Figc, sarà pubblicato entro metà settimana. I gruppi che hanno manifestato la disponibilità a far ripartire il calcio a Lucca sono quello degli imprenditori lucchesi che, un po’ sul modello Pontedera, contribuirebbero alla gestione economica (ma senza entrare nella compagine societaria) e all’investimento nella ristrutturazione dell’impianto di Saltocchio (con un campo in erba sintetica di nuova generazione), del centro sportivo dell’Acquedotto ed anche dello stadio che tuttavia non è prioritario per prendere parte al campionato di D essendo il Porta Elisa, pur con i suoi problemi “strutturali”, a norma per il massimo campionato dilettantistico. Una volta formalizzato l'impegno saranno redatti il business plan e l'organigramma societario.
Oltre alla soluzione locale c'è la proposta di Ninni Corda (ex direttore tecnico del Como) con la proprietà affidata agli imprenditori che lo scorso anno hanno riportato il Como tra i professionisti e che ha avuto un incontro a palazzo Orsetti col primo cittadino. Da capire se alla manifestazione di interesse, oltre al gruppo Santoro e al gruppo Corda, parteciperanno altri nomi (Nuccilli?). Intanto i tifosi monitorano la situazione. In una nota i rappresentanti della curva, Lucca United, Club Camigliano e Moreno Micheloni hanno ribadito di non «appoggiare nessuna cordata o nessun soggetto interessato alla Lucchese. È compito dell'amministrazione scegliere la soluzione migliore». —
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