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Lucchese, garanzie bancarie per il club che nascerà
Da oggi il sindaco Tambellini detterà la linea alle cordate o agli imprenditori interessati ad iscrivere la squadra in serie D
LUCCA. Da oggi si fa sul serio. Il sindaco Alessandro Tambellini riceverà dal presidente della Figc, Gabriele Gravina, il via libera per i poter indire una manifestazione d’interesse in modo da valutare i soggetti che sono disponibili a rilevare la Lucchese. Che ad oggi - al di là delle telefonate del solito Nuccilli - sono sostanzialmente due. Da una parte la cordata sarda che fa capo al direttore tecnico Ninni Corda, che si è vista all’opera a Como e prevede nello staff la presenza del versiliese d’adozione Maurizio Barcellandi in veste di team manager e il lucchese acquisito Roberto Pruzzo, bomber di Genoa e Roma, che opererebbe come direttore sportivo. Dall’altra la cordata lucchese che vede in prima linea l’ex responsabile marketing Mario Santoro con la bandiera Bruno Russo e l’ex rossonero Daniele Deoma. Gli imprenditori in campo? Per il gruppo Corda, i sardi Roberto Felleca (settore case di riposo), Corrado Deiana (edilizia) e Maria Assunta Pintus (case di cura) mentre appare più defilata la posizione dell’altro socio, milanese d’adozione con residenza a Miani (Florida), Massimo Nicastro. Per la troika Santoro-Russo-Deoma invece ci sarebbero una dozzina, forse quindici, piccoli e medi imprenditori disposti a mettere liquidità con sponsorizzazioni pluriennali e - sul modello della Carrarese (che da due stagioni ha funzionato benissimo) - un presidente onorario che fa da schermo e controlla (assieme a professionisti esterni) la gestione ordinaria.
LE GARANZIE
Se nel giro di qualche giorno a queste due proposte non ne verranno affiancate altre, il sindaco dovrà prendere una decisione. Vero che la Figc attenderà sino alla fine di luglio. Ma è anche vero che se si vuole costruire una squadra che nel primo anno di D possa comunque disputare un campionato - se non da primi posti almeno da centro classifica - occorre che già nella prossima settimana il primo cittadino abbia le idee chiare. Serve - e lo ripeteremo sino alla noia - non solo un organigramma societario. Serve soprattutto un «business plan» con investimenti e costi annuali e triennali e con coperture chiare, precise e immediate e non opache, incerte e futuribili. Tra i punti chiari ci deve essere la valorizzazione del settore giovanile attraverso il miglioramento delle strutture e l’assunzione di istruttori all’altezza del compito. E serve un assegno circolare da 350mila euro a garanzia dell’iscrizione in soprannumero alla D e l’apertura di un conto corrente con il versamento delle somme (meglio una fideiussione bancaria o primaria assicurativa) che s’intendono investire in una o più stagioni in modo da fare il passo secondo la gamba e non avere sorprese nel corso della stagione. —
Luca Tronchetti
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