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agonia rossonera  

Lucchese, altra giornata persa Niente passaggio di proprietà

Nicola Nucci
Lucchese, altra giornata persa Niente passaggio di proprietà

Doveva essere la giornata del trasferimento delle quote da Castelli a Ferrando Ma l’aspirante acquirente vuole garanzie su debiti e stadio. Lunedì ultimo giorno

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Un’altra giornata è trascorsa senza novità. Sembra di vivere come nel cult movie “Ricomincio da capo” quando le 24ore del malcapitato protagonista trascorrono sempre e inserobilmente allo stesso modo. Se non fosse che c'è di mezzo la Lucchese, la squadra simbolo della città con i suoi 114 anni di storia. Tutto rinviato a lunedì, giorno ultimo per l’iscrizione al campionato. C’è tempo fino alla mezzanotte per un’impresa a cui comincia a non credere più nessuno. Ma andiamo con ordine.

Quella di ieri doveva essere la giornata della svolta, a partire dal passaggio delle quote (il 98%) da Aldo Castelli a Josef Ferrando, ma l’aspirante acquirente della Lucchese rileverebbe le quote solo dopo aver avuto garanzie sui debiti verso l’Erario e la questione stadio. Anche se da fonti vicine all’avvocato Angelo Massone che ha curato la presentazione del concordato preventivo per salvare il club rossonero si farebbe un tentativo per convincere Castelli ad anticipare i soldi e poi formalizzare il trasferimento di quote da lui a Ferrando dietro garanzie per l’ex odontotecnico tutt’ora proprietario dell’ultracentenaria Pantera. Ma il tempo stringe e i problemi sono ancora lì con la Lucchese che rischia di sprofondare nei dilettanti per la terza volta negli ultimi dieci anni. La cordata romana, con Massone e Ceniccola, non ha ancora gettato la spugna, ma sembra davvero complicato fare tutto in un giorno, completare la documentazione e soprattutto versare i soldi. Anche la Lucchese fu iscritta all’ultimo tuffo nel 2016 (c’era il problema stadio risolto con un impegno del Comune ma la normativa sul potenziamento dell’illuminazione fu poi rimandato al 2019) e l’anno scorso con quella mitica corsa della segretaria Marcella Ghilardi negli uffici romani della Figc.

Oggi la montagna da scalare è molto più alta, perché allora c’era una società che riprese in mano la situazione, stavolta no. Il nodo più grosso è quello dei debiti erariali (circa 300mila euro) per il quale si prova a trovare una soluzione definitiva con l'Agenzia delle Entrate. L’unica nota positiva in questo scenario a tinte fosche è che è calata la cifra necessaria per sistemare il bilancio, pagare stipendi e contributi e ripartire senza debiti dopo che la Lega di C ha accreditato 150mila euro sul conto vincolato della curatela. Lo stadio è il problema minore visto che uno stadio alternativo si troverebbe. Ci sarà da soffrire fino a lunedì 24 per decidere il futuro della Lucchese.

Un appello a salvare la “Pantera” arriva dall’attaccante Lorenzo Sorrentino, autore dell'ultimo gol rossonero in campionato nello spareggio casalingo con il Bisceglie. «Abbiate rispetto per questa città e per questi colori».

Intanto durante il consiglio comunale di giovedì, con tanto di polemica perché nessuno della Lucchese si è presentato a ritirare le medaglie che avrebbero dovuto essere consegnate alla squadra, un gesto che evidenzia un disagio nei confronti dell'amministrazione comunale, è stata approvata la mozione presentata da Fabio Barsanti (CasaPound) per apporre una targa dietro il coro di San Michele, dove ha preso vita il calcio a Lucca. Durante la seduta si è parlato del Porta Elisa. Il sindaco Tambellini ha ammesso le «gravi criticità», ma ha anche ribadito che il Comune non può investire «7-8 milioni nel rifacimento di una struttura quando non sappiamo il futuro della Lucchese. Prima le scuole e poi si può fare anche il resto». —



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