Il Tirreno

Lucca

IL CASO  

La sede della Kemy Plast srl a Bollate corrisponde a un negozio di parrucchiere

La sede della Kemy Plast srl a Bollate corrisponde a un negozio di parrucchiere

Al numero civico 31 della città nell’hinterland di Milano  non corrispondono gli uffici  di una delle società di Ferrando l’acquirente del 98% della Lucchese

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. È singolare verificare che - attraverso google maps - al numero 31 di via Roma a Bollate (Milano) tra un negozio di frutta e verdura denominato Frutteto e un centro estetica con il marchio Estetica Elisir non c’è la sede della Kemy Plast srl, di cui è socio unico l’imprenditore Josef Ferrando che ha iniziato l’attività nel 2017, ma quella di un negozio di coiffeur: «Lory Style» di Loredana Campli. Strano. Abbiamo provato a telefonare al numero di telefono che corrisponde a quel negozio, ma il telefono squilla e nessuno risponde. È lunedì, il giorno di chiusura di barbieri e parrucchieri. Proviamo a chiedere ad altri utenti in via Roma a Bollate, ma nessuno conosce la società di materie plastiche e neanche chi la gestisce. Mistero. Forse si tratterà di un errore di trascrizione, di una svista. Chissà. Sarebbe stato meglio se il giovane imprenditore avesse deciso di rilasciare un’intervista prima del 24 giugno in modo da chiarire alcuni concetti e fugare una serie di dubbi che logicamente emergono considerato che l’altra società - la Dena Plastic Srl - ha la sede in via Eleonora D'Arborea 31 a Roma nello studio di del commercialista Enrico Ceniccola. Il guardialinee di serie A amico di Luciano Moggi ex dirigente di Savona e Messina - poi non iscritte in Lega Pro - e consulente prima di Aldo Castelli e adesso di Josef Ferrando che lui stesso ha trovato affinché rilevasse il 98% delle quote dell’As Lucchese Libertas all’ex odontotecnico romano. Il tutto, come sempre, alla modica cifra di un euro. Oltre logicamente ad accollarsi tutti i debiti e la procedura concordataria. Il 24 giugno l’imprenditore originario di Lucca e residente a Borgo a Buggiano dove, a quando pare, non è molto conosciuto dovrà versare circa 7-800mila euro. Lo sbilanciamento tra attivo e passivo è di 5-600mila euro e per arrivare a pagare stipendi e contributi da gennaio a maggio serviranno ancora 200mila euro. Senza quel versamento niente iscrizione. Ed è bene rimarcare che si tratta del primo passaggio perché se si vuol andare avanti con il concordato in continuità aziendale occorre predisporre un piano che preveda sponsor che possano coprire i costi futuri e soddisfare i creditori e l’Erario. Quindi servono almeno 5-600mila euro distribuiti nel corso del tempo per ottenere l’okay dal comitato dei creditori e l’omologa dai giudici del tribunale fallimentare. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web