Il Tirreno

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il caos societario 

Un imprenditore del settore plastico si fa avanti per rilevare la Lucchese

Nicola Nucci
Un imprenditore del settore plastico si fa avanti per rilevare la Lucchese

L’avvocato Massone fa il nome di Joseph Ferrando, nato a Lucca ma residente a Borgo a Buggiano  «È azionista in due società dal fatturato complessivo di 40 milioni». Ma servono ulteriori riscontri

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I nomi alla fine sono saltati fuori. Anzi il nome: quello di Joseph Ferrando, nato a Lucca e residente a Borgo a Buggiano, in provincia di Pistoia. Sarebbe lui l’imprenditore pronto ad accollarsi le quote della Lucchese e a coprire i debiti per mantenere la squadra in C1.

Ma su chi sia Ferrando e su quali credenziali possa fornire per dare attuazione al suo progetto di salvataggio, al momento non abbiamo grandi informazioni. Ci viene presentato dall’avvocato Angelo Massone come azionista e amministratore unico della Dena Plastic srl e Kemi Plast srl, società operanti nel settore delle materie plastiche con sedi a Milano e Roma. Dietro a lui ci sarebbero altri quattro-cinque imprenditori: contribuirebbero a livello di sponsorizzazione.

A fare il nome dell’imprenditore interessato a rilevare il club rossonero, come detto è stato l’avvocato Angelo Massone, che ha presentato un concordato in bianco che per conto dell’As Lucchese rappresentata da Aldo Castelli. Lo ha fatto al cronista dopo l’incontro nel pomeriggio con l’amministrazione comunale rappresentata dall’assessore allo sport Stefano Ragghianti ed alcuni dei soggetti che sarebbero interessati a rilevare la società.

«Solo l’imprenditore Ferrando, che è azionista di un gruppo con un fatturato di 40 milioni, rileverebbe la proprietà, gli altri solo a titolo di sponsorizzazione. Adesso dobbiamo correre» ha chiarito Massone.

Ma sono ancora tanti i nodi di sciogliere, a partire dalle garanzie che porterà il potenziale proprietario per far fronte ai debiti. I tempi stringono: il 24 giugno è il termine per l’iscrizione al prossimo campionato di serie C, categoria che Bortolussi e compagni hanno mantenuto sul campo nella notte magica di Bisceglie.

La prima questione da risolvere è quella legata al pagamento di stipendi e contributi da gennaio a maggio (700mila euro) e un piano di rateizzazione dei debiti con l’Erario e i fornitori. Entro il 17 giugno deve essere inviata la fidejussione bancaria Inoltre bisogna iniziare a incontrare i calciatori per trovare un accordo sulla dilazione nel tempo delle somme. Poi c’è il contenzioso sulla vecchia fideiussione: in caso di sentenza favorevole niente multa di 350mila euro una cifra considerevole che potrebbe tornare nelle disponibilità della Lucchese.

Ore decisive per il futuro della Lucchese. E con la grana dell’agibilità del Porta Elisa affrontata ieri nell'incontro a palazzo Orsetti. Le torri faro dell’impianto, secondo le nuove disposizioni federali, devono essere potenziate e non c’è per ora un piano di intervento del Comune. «Ci sono problemi di staticità e vulnerabilità sismica, carenze che compromettano in tutto o in parte l’agibilità dello stadio - dice Ragghianti - oltre all’impianto di illuminazione». Interventi costosi ma che non si possono rinviare per essere iscritti al campionato. «Il Comune - ha detto l’avvocato Massone - ci ha dato disponibilità a valutare le problematiche sull’impianto, ma senza uno stadio a norma c’è il rischio di giocare qualche giornata fuori casa in campo neutro». Un’ipotesi potrebbe essere Pontedera. —



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