Dieci anni fa ci lasciava Ghilardi, il De Zan lucchese
LUCCA. Il 4 giugno di 10 anni fa ci lasciava Lanfranco Ghilardi, la voce del ciclismo lucchese. Il radiocronista-speaker-pubblicista era un’autentica enciclopedia delle due ruote di casa nostra e anche a livello nazionale e internazionale. Voce calda e baritonale con il microfono in mano sapeva raccontare, specie in radio, le grandi imprese dei ciclisti dilettanti impegnati nei circuiti provinciali. Esaltava gli atleti e le loro imprese e sapeva coinvolgere sia gli addetti ai lavori sia chi di ciclismo s’intendeva poco o niente. Per usare un termine di paragone del tutto calzante, Lanfranco Ghilardi era una sorta di Adriano De Zan in salsa locale. Sapeva distinguere da una maglia, da un pantaloncino, da un tipo di bicicletta, un corridore in mezzo al gruppo. Le sue cronache erano poesia allo stato puro. Amico personale di Francesco Moser che lui conobbe quando il corridore era un Allievo e che l’ex campione volle onorare partecipando al suo funerale, Ghilardi era anche un tesserato e addetto stampa del comitato provinciale sezione lucchese della Federazione Italiana Bocce. Pe la Bocciofila Lucchese trascorreva le sue giornate tenendo sempre il pallino in mano: nelle partite e nelle discussioni. Un autentico sportivo che il Comitato della FIB ricorda con affetto e rimpianto. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
